L’altra coppa del mondo si gioca sui banchi di scuola

Negli ultimi dieci anni, in Benin, Etiopia e Tanzania l’iscrizione dei bambini alle scuole elementari è andata costantemente crescendo così come la costruzione di nuove scuole; nello stesso arco di tempo in Senegal si è raggiunta l’uguale presenza di maschi e femmine dietro i banchi della scuola elementare. Ma questi successi rischiano di non ripetersi in altri paesi dell’Africa Sub Sahariana dove oggi 32 milioni di bambini non vanno a scuola e 23 milioni rischiano di restare ancora fuori dalle aule tra cinque anni, se i governi africani e i donatori internazionali non aumenteranno il finanziamento ai programmi di scolarizzazione. L’allarme giunge dall’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per la cultura, l’educazione e la ricerca, a pochi giorni dal vertice della campagna internazionale “1Goal – istruzione per tutti” che si terrà l’11 luglio prossimo a Pretoria, in Sudafrica. Sostenuta anche dall’organismo calcistico internazionale Fifa e dal presidente sudafricano Jacob Zuma, il vertice si svolgerà nello stesso giorno della finale del campionato mondiale di calcio. “L’educazione è l’antidoto più potente contro la povertà in Africa. I capi di stato e di governo devono cogliere quest’occasione per dare tutto il loro sostegno nel provvedere a un’educazione di qualità ai bambini” ha detto in un comunicato il direttore generale dell’Unesco Irina Bokova. Per raggiungere gli obiettivi del millennio sull’istruzione i paesi dell’Africa sub sahariana avrebbero bisogno di 11 miliardi di dollari, ben al disopra dei 2 miliardi spesi nel 2008. Oltre l’impegno dei donatori, anche i governi africani devono fare di più per colmare le differenze interne ai sistemi scolastici locali in termini di disparità tra maschi e femmine, minoranze linguistiche e disparità di servizi da città e campagne; i finanziamenti governativi e gli aiuti internazionali, inoltre, devono tener conto anche della necessità di formare e assumere 1,2 milioni di insegnanti in più. “La coppa del mondo è una dimostrazione dell’energia, dello spirito e della speranza che sono in Africa. Facciamo in modo che lasci anche un’eredità tangibile per i bambini africani” ha concluso Bokova.

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