Lampedusa, un lembo d’Africa in territorio italiano

    Lampedusa è stata luogo di sosta per Fenici, Greci, Romani e Arabi, che hanno lasciato tracce ben evidenti del loro passaggio. Le innumerevoli testimonianze archeologiche ritrovate sono a testimonianza che questa splendida e aspra isola fu abitata da tali popolazioni.

    Lampedusa ai tempi dei Romani era il porto piu’ vicino a Cartagena, l’odierna Tunisi, e qui spesso le navi attraccavano prima di riprendere il mare.

    I Romani sfruttarono Lampedusa come sito ideale per la lavorazione del pesce e la produzione del garum, una salsa di pesce molto diffusa in età imperiale.

    Gli Arabi, invece, sono coloro che lasciarono più impronte su quest’isola. Dediti come erano alla pirateria, la utilizzarono come approdo sicuro dopo la cacciata ufficiale dalla Sicilia.

    Purtroppo oggi questa piccola isola è diventata tristemente nota  per essere meta di sbarco di migliaia di disperati migranti africani in cerca di una vita migliore.

    Ma Lampedusa rimane una delle isole più belle del Mediterraneo grazie alle spiagge pulite e alle sue Riserve naturali.

    Geologicamente Lampedusa fa parte della grande piattaforma africana. Infatti l’isola siciliana e’ a tutti gli effetti un lembo d’Africa in territorio italiano. Immersa nell’incanto del Mar Mediterraneo, tra la costa tunisina e quella siciliana, Lampedusa fa parte della placca continentale africana dalla quale si è staccata due milioni di anni fa.

    Infatti, come Pantelleria, è più vicina alle coste tunisine che a quelle dell’Italia, e dista solamente 113 km dalle coste africane. La Sicilia con Porto Empedocle dista invece 205 km.

    Lampedusa è la piu’ grande delle isole Pelagie, prende il suo nome per i fuochi che venivano accesi per avvisare di notte i naviganti dalle torri dell’isola a tenersi lontani dagli aspri scogli che circondano l’isola.

    La risorsa principale di quest’isola siciliana è lo splendido mare da cui è circondata. Mare che offre uno spettacolo di colori che vanno dal turchese al blu intenso.

    Bellissimo e’ andare alla scoperta delle calette ancora incontaminate ed esplorare il mondo sottomarino. I fondali presentano le specie più svariate: stelle marine, spugne, pavonie dai colori accesi, scorfani, lepri di mare, cetrioli di mare, coralli, madrepore, aragoste, pesci pappagallo; insomma uno scenario che nulla ha da invidiare ai mari tropicali.

    E a fare da sfondo, il tappeto verdeggiante della Posidonia, fonte di ossigeno del Mediterraneo. Dai fondali al punto più alto dell’isola, chiamato l’albero del sole situato a 133 metri d’altezza, il passo è breve ed è sicuramente anch’esso luogo suggestivo da visitare.

    Dal porto si puo’ scegliere di effettuare un tour in barca della durata di circa sette ore per scoprire le bellezze dell’isola: l’insenatura nota come Tabaccara, con la sua scogliera dorata raggiungibile solo via mare, Cala Croce dal mare verde smeraldo, e la Spiaggia dei Conigli.

    Altro luogo straordinario e’ la Baia della Madonna con Bambino, cosi’ chiamata per la presenza di uno spuntone di roccia che si erge dal mare e ricorda questa immagine.

    Altre cale frequentatissime anche dai sub sono Cala Calandra, Cala Uccello, Cala Pisana, qui si possono avvistare molti pesci tra cui i delfini e le mante.

    Da vedere la Grotta del Teschio Marino: ci si addentra con la torcia per circa 20 metri nell’antro, per scoprire una piccola spiaggia di incomparabile bellezza.

    Una particolare caratteristica dell’isola è che tutte le spiagge sono molto frequentate sia di giorno che di notte. Soprattutto al calar del sole il silenzio viene interrotto dall’allegria di falò e musica provenienti dalle varie feste organizzate.

    Come abbiamo detto Lampedusa è anche terra di riserve naturalistiche. La flora e la fauna sono simili a quelle nord-africane.

    Il sito più importante è rappresentato dalla spiaggia dei Conigli che è oggi uno dei pochi luoghi del Mediterraneo in cui le rare tartarughe marine Caretta caretta depongono le uova.

    Tra i rettili, hanno trovato il loro habitat ideale: la testuggine comune, la tarantola muraiola e due serpenti di origine africana, il colubro lacertino e il colubro dal cappuccio.

    Le acque incontaminate che circondano l’isola sono ricche di pesci di vario genere come: l’aragosta, la cernia, la murena, il pesce pappagallo, arrivato a Lampedusa dopo l’apertura del Canale di Suez, e più a largo, il pesce spada, il tonno e il delfino.

    Tra gli uccelli, da aprile a settembre, si scorgono il falco della regina e il falco pellegrino, il piccione selvatico e il cardellino.

    L’isola è famosa per le sue  morbidissime spugne naturali, la cui produzione e commercializzazione è, insieme al turismo e alla pesca, una delle principali fonti economiche dell’isola.

    Anche l’entroterra dell’isola merita di essere citata per la sua bellezza. Troverete una terra arida, paesaggi a volte lunari, panorami assolati e pietrosi, interrotti qua e la dalla macchia mediterranea.

    Da visitare assolutamente i dammusi, gli edifici tipici delle isole Pelagie. I dammusi sono le caratteristiche strutture in pietra molto fresche all’interno, un tempo unica struttura abitata dell’isola.

    L’etimologia del nome dammuso si fa risalire al latino “domus” e al corrispondente arabo ”dammus” o al termine ”mdamnes” che significa costruire a volta.

    Casa Teresa e’ il piu’ antico dammuso, situato in contrada Ponente, costruito intorno al 1870 e che risulta tra i più rilevanti ed articolati dell’isola per dimensione e tipologia, costituendo una notevole testimonianza di integrazione con il paesaggio circostante.

    Lampedusa, un posto che merita di essere noto solo ed esclusivamente per il suo paesaggio incantevole e non invece per i fatti di cronaca legati all’immigrazione clandestina.

    Fabio Porretta