Angelina Jolie: “Sono sempre una jane Bond ma per i figli posso smettere”

Ho sempre sognato di essere una Bond, Jane Bond” esordisce Angelina Jolie, i capelli neri lunghi sciolti, vestito leggero di seta blu, tacchi altissimi e un sorriso che addolcisce il tutto. “Sono cresciuta con i film di 007, la mia passione segreta: da bambina giocavo alla Bond femmina. Questo film l’ho voluto fare per mia figlia”. La Jolie torna ai film d’azione con “Salt”, prodotto da Sony, diretto da Phillip Noyce, d’imminente uscita americana (in Italia in autunno). L’attrice è a Cancun, in Messico, con i figli Maddox, Pax, Zahara, e con la piccola Shiloh, avuta dal compagno Brad Pitt (i gemellini Knox e Viv, di due anni, sono rimasti a casa). La incontriamo al Ritz Carlton di Cancun, dove la Sony ha convocato la stampa mondiale per il lancio dei suoi nuovi titoli. In “Salt”, Angelina Jolie interpreta Evelyn Salt, superspia della Cia la cui lealtà viene messa in discussione quando un fuggitivo russo l’accusa di fare il doppiogioco.

Angelina, per il suo ritorno ha scelto un film d’azione: come l’ha scelto e Brad era d’accordo?
“Vi ricordo che Brad ed io ci siamo conosciuti sul set di un film d’azione, “Mr. And Mrs. Smith”, nel 2005. Brad sa bene quanto mi divertano film d’azione, da Lara Croft in poi. Fa il tifo per me. Ero a letto in camicia da notte, avevo avuto da poco i gemelli, era stato un parto cesareo ed avevo avuto un lento recupero. Quella notte mi sentivo molto femminile e sexy mentre leggevo il copione, e ho detto a Brad: “Credo di aver trovato qualcosa che mi aiuterà a tornare attiva”. Per questo film ci siamo allenati insieme, e abbiamo iniziato di nuovo a girare in moto, come facevamo quando ci innamorammo, ormai tanti anni fa”.

Il suo personaggio, Evelyn Salt, fa parte di un gruppo di orfani allenati alla battaglia da terroristi russi. Da mamma non le fa impressione?
“Mi ha fatto pensare molto a mio figlio Pax, che aveva tre anni quando io e Brad l’abbiamo conosciuto in Vietnam, in un orfanotrofio. Ricordo che Pax era in uno stanzone con 20 lettini: quando l’inserviente batté le mani, i bambini sono scattati tutti in piedi. Alla fine della visita Pax voleva restituirci il giocattolo che gli avevamo portato, perché non era abituato a possedere niente. Il suo gesto mi ha spezzato il cuore. Non dico che la direzione dell’istituto stesse facendo niente di male, ma per tenere sotto controllo così tanti bambini era tutto rigidamente strutturato. Ancora adesso ne vedo i segni in Pax: è un bambino pieno di amore, ma ha sempre bisogno di sapere dove si trova ogni singola cosa, essendo cresciuto in quel modo”.

Di recente lei ha detto di non sapere per quanto tempo ancora continuerà a recitare. Sta pensando davvero di smettere col cinema?
“No, sono stata fraintesa. In futuro mi impegnerò solo sui progetti che mi appassionano davvero, per film che sento importanti per me, uno ogni tanto. Non so cosa ci riserva il futuro, non so cosa mi richiederanno i miei figli man mano che crescono. Ma so che sia io che Brad ci sforzeremo a girare il mondo impegnandoci sempre di più nel nostro lavoro e per cause umanitarie. E naturalmente a essere dei bravi genitori”.

Il film “The Tourist”, che ha di recente finito di girare a Venezia, è uno dei progetti interessanti a cui si riferiva?
“Sì, anche se l’ho voluto fare perché si girava a Venezia, città che adoro. Davvero! Ho detto, trovatemi un film a Venezia, un bel film, con un bel personaggio, che avrebbe permesso a tutta la mia famiglia di passare qualche mese a Venezia. Mi hanno parlato di “The Tourist”, e mi dissero che anche Johnny Depp era interessato. E’ un remake di un thriller belga. La mia prima richiesta è stata quella di trovare un grande regista europeo: Florian von Donnersmarck è uno dei miei registi preferiti, ho amato moltissimo il suo “Le vite degli altri”. Temevo non avrebbe accettato questo film perché è un po’ più leggero. E’ una sorta di lettera d’amore a Venezia, la più bella città del mondo”.

Com’è andata la sua prima volta sul set con Johnny Depp?
“E’ straordinario, un uomo dolcissimo, un grande attore. Lui interpreta un turista americano in Italia che viene sedotto da una donna misteriosa”.

L’esperienza di girare in Italia è stata dunque positiva?
“Completamente. I bambini hanno imparato un po’ di italiano e studiato la storia di Venezia. Poi li abbiamo portati a Firenze a vedere le sue meraviglie. Come famiglia abbiamo tutti imparato a rallentare e a vivere con più calma, senza correre sempre da un posto all’altro. Abbiamo camminato tanto per le vostre strade. Brad era al settimo cielo: è un artista, ama scolpire, e a Venezia si è concesso molto tempo per visitare gallerie e mostre d’arte. Non aveva mai passato tanto tempo in un posto così ricco di cultura e di storia. Vorrei che la produzione ci riportasse tutti a Venezia per il lancio del film”.

Repubblica.it