Clonazione animali, dieci anni fa il primo clone per allevamento

    Dieci anni fa nasceva il primo vitello figlio di un clone. Era una femmina, completamente nera, nata in Giappone, nel Centro di ricerca per la zootecnia di Oshimizu, e la sua nascita ha avuto il merito di avere placato, almeno temporaneamente, dubbi, timori e polemiche sulla capacita’ delle mucche clonate di poter generare. Accadeva esattamente il 10 luglio di dieci anni fa e da allora tante riserve non si sono ancora sciolte.

    Quello di Oshimizu non era stato il primo parto di un clone: oltre un anno prima la celebre pecora Dolly aveva partorito Bonnie, il primo dei suoi quattro piccoli. Se gli agnellini di Dolly avevano un interesse prevalentemente scientifico, il primo parto di una mucca ha rappresentato invece il primo tentativo di verificare la possibilita’ di sfruttare commercialmente la tecnologia della clonazione nel settore dell’allevamento.

    Da allora altri cloni si sono riprodotti: all’inizio del 2003 in Cina, una capra clonata ha partorito due gemelli; nell’autunno dell’anno successivo in Brasile una mucca clonata, Victoria, ha dato alla luce una vitellina; nell’aprile 2008 in Italia Prometea, il primo clone di un cavallo, e’ diventata mamma. Il puledro, Pegaso, era nato nel Consorzio per l’incremento zootecnico di Cremona, diretto da Cesare Galli, il ricercatore ‘padre’ di Prometea e del primo toro clonato, Galileo.

    Dalle ricerche condotte da Galli stanno nascendo adesso altri cloni e figli di cloni, come quelli del toro Mtoto (un nome africano che significa ‘bambino’). Il Consorzio pero’ non esiste piu’, da quando l’Associazione Italiana Allevatori ha deciso di dismetterlo. La sua attivita’ oggi e’ portata avanti dalla societa’ Avantea, dello stesso Galli e della moglie, Giuliana Lazzari. Anche i ricercatori sono gli stessi.

    ‘All’inizio dell’anno – spiega Galli – e’ nato il primo vitello ottenuto dal seme di Mtoto e sono in corso altre sei gravidanze di embrioni ottenuti con il seme dello stesso animale, piu’ altre sei di embrioni ottenuti dal seme del toro orginario da cui e’ stato clonato Mtoto’. L’obiettivo, prosegue il ricercatore, e’ mettere a confronto i due gruppi di animali (gli embrioni sono stati selezionati in modo da ottenere solo delle femmine di razza Frisona) e studiare le differenze nella qualita’ del latte, nella fisiologia, nell’accrescimento e nei parametri clinici’. Per avere i dati definitivi sara’ necessario ancora un anno.

    Aduc