Nave libica porta aiuti a Gaza, Israele pronto a respingerla

Alla nave Amalthea, salpata ieri da un porto greco con aiuti umanitari libici, non sara’ consentito di forzare il blocco marittimo e di raggiungere la striscia di Gaza. Lo hanno ribadito oggi i dirigenti israeliani secondo i quali la nave potra’ invece raggiungere indisturbata il porto egiziano di el-Arish (Sinai settentrionale) e scaricare la’ gli aiuti destinati alla popolazione palestinese. Ma se la Amalthea cercasse di raggiungere egualmente Gaza, ha avvertito Israele, sara’ ordinato alla marina militare di intercettarla e di condurla al porto israeliano di Ashdod, a sud di Tel Aviv. A quanto risulta sulla Amalthea (che batte bandiera moldava) ci sono dodici membri di equipaggio e quindici attivisti libici. Un deputato israeliano che e’ in contatto con gli organizzatori della spedizione, Ahmed Tibi, ha smentito oggi informazioni stampa secondo cui sulla nave potrebbe trovarsi anche il figlio del presidente libico, Seif al-Islam Gheddafi. Tibi ha aggiunto che l’equipaggio della Amalthea non ha alcuna intenzione di opporre resistenza ai membri del commando israeliano, se fosse intercettata in alto mare. Essi sono anche disposti a consentire alle forze israeliane di ispezionare la nave. Ma una volta concluse le ispezioni, ha precisato, essi esigono di poter concludere il loro viaggio fino a Gaza.

NEGOZIATI, LIEBERMAN PER SCAMBI POPOLAZIONE CON ANP – Il ministro israeliano degli esteri Avigdor Lieberman e’ alla ricerca di una nuova formula con cui impostare i negoziati di pace con i palestinesi. In una intervista a radio Gerusalemme Lieberman ha sostenuto che la formula della ‘Pace in cambio dei Territori’ e’ obsoleta e che occorre puntare invece ad un accordo che preveda ”scambi di territori e di popolazione” fra Israele e la nuova entita’ palestinese. In particolare Lieberman ritiene opportuno che passino allo stato palestinese alcune zone israeliane vicine alla Cisgiordania, fittamente popolate da arabi. ”Si tratta di una popolazione colta, economicamente sviluppata e impregnata di una forte coscienza nazionale palestinese” ha detto ancora Lieberman, secondo cui e’ possibile indire un referendum in Israele su questi progetti. ”Il 70 per cento degli israeliano la pensano allo stesso modo” ha sostenuto. Lieberman ha quindi lamentato che nell’attuale governo israeliano ci sono persone ”che ancora hanno paura di prendere decisioni vere e coraggiose”. Ma le loro resistenze si stanno gradualmente indebolendo, ha concluso.

Ansa