Caccia: Isole Faroe, ecco il massacro delle 236 balene pilota

Intrappolate in una baia e poi brutalmente sgozzate. E’ la fine che ha fatto un branco di 236 balene pilota, tra cui numerose femmine gravide, nella città di Klaksvik nelle isole Far Oer, un arcipelago che si trova nel nord dell’oceano Atlantico tra la Scozia, la Norvegia e l’Islanda. A documentare la mattanza è stato un attivista di Sea Shepherd che, dopo aver sentito alla radio dell’imminente macello, si è finto uno studente in vacanza e si è ‘infiltrato’ tra gli abitanti dell’isola, documentando la strage con fotografie raccapriccianti. Riconosciuto da alcuni dei cacciatori di balene, che lo avevano visto nella serie tv ‘Whale Wars’, è stato poi costretto a lasciare il Paese dopo aver ricevuto numerose minacce.

L’organizzazione, che ricorda come i globicefali siano considerati protetti dalla ‘Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa’ del 1979, la cosiddetta ‘Convenzione di Berna’ firmata anche dalla Danimarca, spiega che il metodo di uccisione dei cetacei prevede lo spiaggiamento degli animali ed il taglio della spina dorsale con coltelli. Il governo delle Faroe ritiene il metodo come il più veloce e indolore, ma l’attivista ha raccontato di aver “visto balene con diversi tagli all’altezza del capo, alcune sono state colpite più volte e hanno impiegato fino a quattro minuti prima di morire. Alcuni piccoli sono stati poi estratti dal ventre della madre morta e lasciati a marcire sugli scogli”.
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