Iraq, Falluja peggio di Hiroshima: dopo bombardamenti Usa aumenta numero dei tumori

Falluja peggio di Hiroshima. Nella città irachena, che nel 2004 fu teatro di due devastanti attacchi americani, uno dei quali la distrusse quasi completamente, e in cui vennero utilizzate armi al fosforo bianco, il numero dei tumori è quadruplicato.

E’ il risultato di uno studio epidemiologico condotto da Malak Hamdan e Chris Busby, pubblicato sull’International Journal of Environmental Studies and Public Health (IJERPH) di Basilea, in Svizzera.

I dati mostrano un aumento di tumori, leucemia, e della mortalità infantile, oltre ad alterazioni del normale rapporto maschi-femmine alla nascita, assai maggiori di quelli che si registrarono fra i sopravvissuti alla bomba atomica lanciata nel 1945 sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.

Lo studio – dal titolo “Cancer, Infant Mortality and Birth Sex-Ratio in Fallujah, Iraq 2005-2009” [pdf] – è stato condotto nel gennaio-febbraio di quest’anno – su 711 abitazioni e oltre 4.000 individui a Falluja, città che si trova nell’ovest dell’Iraq. I suoi risultati mostrano un aumento di quattro volte di tutti i tipi di tumori nei 5 anni successivi all’attacco del 2004 (2005-2009), tumori simili a quelli che si sono registrati nei sopravvissuti di Hiroshima che furono esposti alle radiazioni ionizzanti della bomba atomica e quindi dell’uranio.

Confrontando il tasso di insorgenza del tumore dei cittadini di Falluja con quelli di Egitto e Giordania, i ricercatori hanno scoperto che a Falluja la presenza di leucemia è di 38 volte superiore (20 casi), e quella del tumore al seno quasi 10 volte superiore (12 casi). A ciò si aggiunge un significativo aumento dei linfomi e dei tumori cerebrali negli adulti.

Due dei dati più inquietanti dello studio sono la crescita di 12 volte dei tumori infantili (fascia di età compresa fra 0 e 14 anni) dal 2004, e la mortalità infantile all’80 per mille. In Egitto, questo parametro è del 19 per mille, in Giordania del 17 per mille, e in Kuwait del 9,7 per mille.

Sono state inoltre registrate alterazioni significative del rapporto maschi-femmine alla nascita. Normalmente, questo è di 1050 maschi per 1000 femmine, ma nel gruppo dei nati subito dopo il 2005 (un anno dopo il conflitto) si è ridotto drasticamente, passando a 860.

Il rapporto maschi-femmine alla nascita è un indicatore noto di danno genetico. Una simile riduzione di questo dato è stata osservata nei bambini dei sopravvissuti di Hiroshima.

Risultato straordinario e allarmante

Di “risultato straordinario e allarmante” parla il dr. Busby, uno degli autori dello studio, che è visiting Professor all’Università dell’Ulster (Irlanda del Nord), nonché Direttore scientifico di Green Audit, organizzazione di ricerca ambientale indipendente.

Busby però sulle cause ci va cauto. Dichiara che “per produrre un effetto di questo tipo, deve essersi verificata qualche importante esposizione mutagena nel 2004, quando sono avvenuti gli attacchi”.

Perciò, sottolinea, “dobbiamo scoprire urgentemente qual è stato l’agente”.

L’uranio? A sospettarlo sono in molti: però – dice lo studioso, “non possiamo esserne certi senza ulteriori ricerche e analisi indipendenti su campioni dalla zona”.

Un primo risultato comunque è stato raggiunto.

Se prima dell’aumento di tumori e malformazioni congenite a Falluja si parlava soltanto, ora c’è una conferma scientifica.

Sono contento, dice Malak Hamdan, l’organizzatore del progetto: “Forse adesso la comunità internazionale si sveglierà”.

OsservatorioIraq