Love Parade di Duisburg, anche un’italiana tra le 19 vittime

    C’è anche un’italiana fra i 19 morti alla Love parade di Duisburg. Lo ha comunicato il ministero degli Esteri. Come ha spiegato a Sky Tg 24 Fabrizio Romano dell’unità di crisi della Farnesina, non è ancora stato diffuso il nome della giovane ma la famiglia è già stata informata. Il funzionario non esclude che altri italiani possano essere stati coinvolti nella tragedia.

    COME ALL’HEYSEL – La ragazza si aggiunge all’elenco delle 18 vittime (e 340 feriti) nel corso dell’edizione 2010 della «Love Parade», che si svolge a Duisburg, in Germania. Circa un milione e mezzo di persone si sono date appuntamento nella cittadina per una giornata tutta all’insegna del ballo e della musica ad alto volume. L’iniziativa, un maxi rave che ha debuttato nel 1989 a Berlino, è promossa dalla comunità omosessuale per richiamare l’attenzione sulle discriminazioni e la mancanza di parità nei diritti, ma è aperta a chiunque e sono decine di migliaia i giovani provenienti da tutta l’Europa che ogni anno si radunano per questo festival estivo. Questa volta però la festa si è trasformata in tragedia. La tragedia ricorda quella dello stadio Heysel di Bruxelles del 1985, dove prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, morirono 39 persone schiacciate nella calca dopo un tentativo di assalto da parte degli hooligans britannici alla tifoseria italiana.

    LA RICOSTRUZIONE – I morti sono la conseguenza di una calca improvvisa scatenata da momento di panico non si sa bene da cosa provocato. L’incidente, secondo quanto ha spiegato la polizia ai media locali, è avvenuto all’interno del tunnel della Karl Lehr strasse. Il resto dei partecipanti, ignaro della tragedia, ha continuato a ballare e a festeggiare fino a tarda sera: gli agenti, per evitare ulteriori scene di panico, hanno infatti preferito evitare un’evacuazione totale e immediata (AUDIO: il racconto dall’arena). Un’agenzia di stampa tedesca ha riferito che l’incidente sarebbe avvenuto a seguito di una carica degli stessi agenti che avrebbero cercato di fermare un gruppo di alcune centinaia di persone che cercava di introdursi nell’area del concerto nonostante il divieto dovuto al tentativo delle forze dell’ordine di contingentare gli ingressi per

    I TESTIMONI – Alcuni testimoni citati dalle agenzie di stampa dicono invece che il problema era proprio il tunnel, che con le sue ridotte dimensioni ha fatto da imbuto: «Sempre più gente cercava di entrare – ha detto un giovane 21enne di nome Fabio all’agenzia stampa Dpa -. Eravamo quasi arrivati all’uscita, ma la folla non riusciva ad avanzare. Con la mia fidanzata siamo tornati indietro, riuscivamo a malapena a respirare. Abbiamo dovuto farci largo a gomitate. Abbiamo avvertito la polizia che si poteva scatenare un panico di massa. Questo circa 45 minuti prima dell’incidente». Ma a quanto pare l’allarme è rimasto inascoltato. Sembra tra l’altro che inizialmente si fosse pensato di limitare a 500 mila persone l’accesso all’area principale dello spettacolo, ovvero un terzo del numero di persone confluito nella zona. Lo spazio era stato circondato da una recinzione metallica proprio per limitare il numero degli accessi. Dopo l’incidente sono state aperte tutte le uscite di sicurezza.

    Una veduta aerea dell’area che ha ospitato la Love Parade 2010 a Duisburg, in Germania

    SOCCORSI DIFFICOLTOSI – Le squadre di soccorso hanno incontrato enormi difficoltà ad arrivare sul luogo del dramma, proprio a causa dell’enorme assembramento di partecipanti. Un ospedale da campo è stato improvvisato sulla strada che circonda l’area della kermesse dove si sono subito allineate decine di ambulanze. La polizia, mediante alcuni altoparlanti, ha cercato di liberare alcuni settori dell’area invitando le persone a sfollare in direzione della stazione centrale. Ma il deflusso di una così ingente massa di persone è apparso subito problematico e così si è preferito lasciare che la festa continuasse. L’evento è stato organizzato nel sito di una ex acciaieria dismessa a metà degli anni 80 e trasformata in parco pubblico. Secondo molti testimoni, il tunnel di accesso era semplicemente «troppo stretto» per garantire l’afflusso dei partecipanti, risultato superiore alle aspettative. Nel pomeriggio le autorità avevano già deciso di interrompere il traffico ferroviario, poiché i binari erano stati invasi da una moltitudine enorme che si avviava sul luogo del raduno. Il servizio d’ordine previsto dalla polizia era formato da 1200 agenti.

    Corriere