Stallone sugli schermi con il nuovo film ‘The Expendables’: Sly – “Non sono un vecchio rincoglionito, gliela farò vedere”

Meeting dei giovani fanatici di fumetto, graphic novel e fantascienza – quella però un po’ underground – il Comic-Con, iniziato a San Diego giovedì, si è via via trasformato in una kermesse promozionale del cinema d’azione made in Hollywood, quello dal profilo più alto. Iniziata sabato scorso con la tradizionale, carnevalesca Zombie Walk, il Comic-Con 2010 più che vetrina del bizzarro e di quelli a cui piace andare in giro vestiti come se fossero sul set di Star Trek, è una passerella di divi certificati: ci sono Angelina Jolie, che presenta il suo nuovo thriller Salt, Jeff Bridges protagonista di Tron: Legacy – seguito del cult Tron dell’82 che rivoluzionò l’uso degli effetti speciali al cinema – Nicolas Cage con Drive Angry e il factotum Robert Rodriguez col suo ultimo “slasher” Machete. Ma su tutti spicca il nome dell’intramontabile Sylvester Stallone, che a 64 anni ha rimesso su i muscoli di Rambo e al Comic-Con anticipa qualcosa di quello che definisce “il non plus ultra del genere commando”, ovvero The Expendables, un concentrato di luoghi comuni sul filone – ormai un po’ sul viale del tramonto – che mette insieme sullo schermo, oltre a Stallone, anche Arnold Schwarzenegger e Bruce Willis (in brevi ruoli), Mickey Rourke, Eric Roberts, Jet Li e Jason Statham.

Stallone ha scritto e diretto il film, in uscita negli Stati Uniti il 13 agosto, in cui appaiono anche Dolph Lundgren, vecchia conoscenza di Rocky IV, il campione di pro-wrestling Steve Austin e dell’Ultimate Fighting Randy Couture. Un affare per veri duri, roba presa sul serio. “E proprio qui sta il bello – dice Stallone – adesso è tutto una strizzatina d’occhio, un’ironia, azione da fumetto infarcita da parodie e riferimenti che pretendono di essere colti. The Expendables invece va giù duro e non chiede scusa a nessuno. Picchiamo e basta. Noi vecchi del cinema d’azione siamo stati messi da parte, sostituiti, come recita il titolo? Ride bene chi ride ultimo”.

Mr Stallone, che storia racconta il suo film?
“Io interpreto il personaggio di Barney, detto Schizo, un mercenario che convoca un team di killer professionisti per una missione in Sud America che si rivelerà piena di sorprese. Mickey Rourke è un tatuatore ma anche una specie di consigliere spirituale mentre il cattivo è Eric Roberts, che rispolvera la sua fama di duro dello schermo. Arnold e Bruce Willis sono due pezzi da novanta del crimine internazionale che incontrano Schizo in un summit molto immorale in una chiesa”.

Una rimpatriata tra voi tre, che vent’anni fa fondaste insieme la catena di ristoranti Planet Hollywood…
“Siamo sempre rimasti amici, hanno lavorato gratis per questa mia follia”.

A quale genere potrebbe appartenere “The Expendables”?
“E’ I magnifici sette in area di guerra, un Rambo senza voglia di redenzione, un Die Hard che non esita a premere il grilletto. Corpi che saltano in aria in slow-motion, accoltellamenti, pacchi di cocaina che esplodono, torture… Testosterone a duemila. Tarantino impallidirà. Tutto o quasi girato con effetti meccanici, non digitali, che ho usato solo per qualche ritocco. In questo film, quando il cattivo va a fuoco, il buono gli salta addosso e lo riempie di cazzotti”.

Spera di tornare in auge come eroe d’azione?
“Come Rambo o Rocky, anche io continuo a combattere. Mi stendono e mi rialzo, mi fanno a pezzi e mi raddrizzo, l’unico effetto che mi fa è che, a tutti, gliela farò vedere. Non ho ancora finito col cinema. Non mi considerate  un rifiuto. Non ci sto”.

In che modo voi, star dell’action anni Ottanta-Novanta, eravate diversi dai colleghi di oggi?
“C’erano delle differenze caratteriali che si riflettevano nei personaggi interpretati sullo schermo. Arnold era un sasso che parlava a monosillabi, Bruce il furbo con la parlantina, io me ne stavo praticamente zitto. Arnold non avrebbe potuto fare Rambo e io non avrei potuto fare Terminator. I nostri film erano pieni di noi, delle nostre personalità. Oggi, chiunque può fare qualunque cosa. I muscoli te li attaccano col Velcro. Ogni film è pensato a tavolino da un consiglio d’amministrazione. Certo, non avrei mai girato The Expendables se avessi dovuto farlo per forza, solo perché sono un vecchio rincoglionito. Non mi va di farmi prender per i fondelli. Tanto, per i fondelli mi ci hanno sempre preso. Tanto vale picchiare duro”.

Repubblica.it