Dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia arriva il “No” al filobus bolognese – Boschi: “Si rischia il crollo delle torri”

Enzo Boschi, Direttore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia

I filobus previsti dal progetto Civis per collegare San Lazzaro di Savena al centro storico di Bologna potrebbero mettere a rischio la stabilità di molti edifici storici del capoluogo emiliano e addirittura causare il crollo delle famose due Torri pendenti Garisenda e Asinelli. Meglio quindi bloccare il progetto e, semmai, pensare a modelli alternativi di trasporto pubblico. L’allarme è di Enzo Boschi, direttore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che ricorda come “è dal 1985 mettiamo in guardia su progetti del genere a Bologna, ma mai nessuno ci ha dato retta”. Il Civis è un progetto da 182,2 milioni di euro, i lavori hanno avuto inizio nel settembre 2007 e dovrebbero concludersi entro l’anno. Secondo il Comune di Bologna il passaggio dei filobus avrà un effetto migliorativo in termini di rumore e vibrazioni, in quanto le pavimentazioni previste verranno realizzate con uno strato di asfalto ad alta resistenza che consentirà una migliore scorrevolezza dei veicoli rispetto all’attuale fondo stradale. Quello di Bologna, spiega invece Boschi, “è un centro storico estremamente vulnerabile. È soggetto a un progressivo e diversificato fenomeno di subsidenza, per il quale il suolo in certi punti si abbassa di 4/5 centimetri l’anno: questo crea seri problemi, ci sono chiese che tendono ad aprirsi. Inoltre ci sono edifici molto antichi, come le due Torri, con fondamenta insignificanti, sulle quali nei secoli sono stati alzati piani su piani. In più vicino la città, sull’Appennino, a 50/100 chilometri, possono verificarsi scosse sismiche”. Insomma, continua, “nel centro di Bologna c’è già una forte sollecitazione, se in più ci facciamo passare vicino continuamente veicoli pesantissimi come quelli di Civis si possono creare situazioni drammatiche. Civis poi è un progetto strano, cominciato diversi anni fa quando tante informazioni non c’erano, non si sa se abbia o meno la valutazione di impatto ambientale: la cosa migliore sarebbe bloccare tutto e far circolare i filobus sui viali esterni al centro storico”. La verità è che è impossibile dimostrare che il rischio crollo non c’è, anche se si facesse una simulazione al computer. Invece – conclude Boschi – questa possibilità è reale, come ha dimostrato il crollo della torre di Pavia nel 1989. Per fare prevenzione bisogna mettere in evidenza le situazioni peggiori che possono verificarsi”.

Apcom