Il ministro Calderoli smentisce la presunta proposta di Bossi di destinare Irpef e Iva ai Comuni: “E’ una sciocchezza, i tributi andranno in parte alle Regioni”

Il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli

”La solita tempesta in un bicchiere d’acqua”, una ”sciocchezza”. Con queste parole il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli interviene nel dibattito scaturito dalle dichiarazioni riportate dalla stampa locale di Umberto Bossi secondo le quali il Senatur avrebbe proposto di girare Irpef e Iva ai Comuni. Ma il coordinatore delle Segreterie nazionali della Lega Nord smentisce: ”Poco fa, chiacchierando con Umberto Bossi, abbiamo riso insieme della sciocchezza sul federalismo fiscale riportata oggi da un quotidiano locale, e ripresa poi dalle agenzie di stampa, secondo cui, l’Irpef e l’Iva sarebbero state destinate ai comuni, quando invece, nel nostro progetto, questi tributi saranno parzialmente ad appannaggio delle regioni”. ”I tributi destinati ai Comuni – precisa Calderoli – saranno quelli relativi agli immobili, con l’esclusione della prima casa, come già anticipato dal ministro Tremonti nella sua relazione al Parlamento”.
Intanto, però, sulla questione si era già aperto un nuovo fronte di discussione tra maggioranza e opposizione e all’interno dello stesso centrodestra.
”Di questa materia – ha detto all’ADNKRONOS il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa – ne discuteremo sicuramente e lo faremo nelle sedi e nei luoghi opportuni”. Perché ”quando un alleato importante come Bossi fa una proposta, non si può certo fare spallucce, anche se si tratta di una proposta che può destare qualche perplessità, come nel mio caso, ma che può avere per alcuni una sua ragionevolezza. Lo ripeto, non possiamo fare spallucce, ma ora non stiamo parlando di questo tema”.
Secondo Carlo Vizzini, senatore del Pdl e componente della commissione per l’Attuazione del federalismo fiscale, “Bossi è il ministro e, se dice che il federalismo è alle porte, ha le sue ragioni per affermarlo”. E su Iva e Irpef, Vizzini ha osservato: “Sono le più grandi imposte che ci sono nel nostro paese, suppongo che qualcosa allo Stato debba rimanere. Senza aumentare la pressione tributaria – ha aggiunto il senatore Pdl all’ADNKRONOS – si può dare maggiore equilibrio alla ripartizione delle risorse creando un principio di responsabilità”.
Sempre dal Pdl, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha auspicato un “federalismo solidale” che miri ”a rafforzare l’unità nazionale e non a indebolirla”.
Immediato lo stop arrivato da Pd e Idv prima della precisazione di Calderoli. “Il clima nella maggioranza non era evidentemente abbastanza caldo per cui oggi si è aggiunto Bossi a scaldare la temperatura. Di fronte a questa sparata su Iva e Irpef viene da chiedersi, come fanno a Roma, ‘Ma Bossi c’è o ci fa?'”, ha affermato Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd. “Non è possibile – ha aggiunto – che un leader politico come Bossi non sappia che la sua proposta è impraticabile e che le scelte del governo, di cui Bossi fa parte, vanno in tutt’altra direzione da quella da lui indicata. La provocazione bossiana dimostra ancora di più che l’esecutivo Berlusconi non esiste più”.
Per Francesco Boccia (Pd), “o Bossi spera di prendere in giro qualcuno oppure è in buona fede ed è lui ad essere stato preso in giro da Tremonti…”.
”Una volta che Irpef e Iva vengono incassate dai Comuni, quali soldi vanno allo Stato? E’ un’affermazione senza senso e senza logica”, ha osservato Antonio Di Pietro, leader dell’Idv. ”Allo Stato – ha rimarcato l’ex pm – rimarrebbero i debiti, e a quel punto si potrebbero sanare solo stampando carta moneta in tipografie clandestine…”, ironizza. ”Più in generale – taglia corto Di Pietro – questa uscita di Bossi dimostra totale incapacità e impreparazione tecnica, oltre all’inopportunità che questo governo resti in carica. Insomma: più che una boutade, è una putt…”.

Fonte: Adnkronos