Kasia Smutniak e Pietro Taricone: l’ultimo ruolo dell’attrice si è rivelato profetico

A pensarci oggi può sembrare facile trovarci delle analogie inquietanti e un avvertimento nascosto. Ma il destino non fa proclami e non annuncia le sue svolte più dolorose. Così, l’ultimo ruolo interpretato da Kasia Smutniak prima della morte del suo compagno Pietro Taricone finisce per essere solo una perfida coincidenza, un impietoso monito fuori tempo massimo, una minaccia contro la quale non ci sono difese. Per il progetto noir Buio, film in quattro episodi da 30 minuti su altrettanti generi di paura (dell’abbandono, del proprio inconscio, delle sette sataniche e dell’oscurità) girato dal regista Nicolaj Pennestri, l’attrice polacca ha infatti interpretato la parte di una donna che lotta per salvare la vita al suo fidanzato in fin di vita.

Lo spezzone della pellicola, che avrà una distribuzione cinematografica e televisiva e vede tra le protagoniste anche Andrea Osvart e Margareth Madè, racconta 5 ore di luna piena. Sono quelle durante le quali Kasia, giovane donna nella Roma di oggi, accetta di trasportare una valigetta contenente un cuore da trapiantare al capezzale dell’uomo che ama ed è moribondo.

Una corsa contro il tempo e contro nemici senza scrupoli ambientata in una Capitale livida e onirica, dove distinguere realtà e incubo può significare la salvezza dell’amato per la Smutniak. Un ruolo profetico secondo alcuni, di certo, alla luce dell’incidente con il paracadute del 29 giugno, una performance difficile da rivedere per l’ex modella 30enne. Ma anche un punto di ri-partenza per Kasia e la piccola Sophie.

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