Napoli, ufficiale dei carabinieri arruolato dalla camorra

Un’informativa inviata alla procura, nella quale si ipotizza una «connivenza con la camorra» da parte di un ufficiale dei carabinieri. Nel documento non viene indicato alcun nome ma, per una singolare coincidenza con un trasferimento, i riflettori dell’attenzione mediatica sono stati puntati sul tenente colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, comandante del nucleo investigativo del gruppo territoriale di Castello di Cisterna, ufficiale di prim’ordine e autore di numerose inchieste che hanno portato alla cattura di latitanti inseriti nell’elenco dei trenta più pericolosi d’Italia.

A firmare il documento il capo della squadra mobile napoletana, Vittorio Pisani, che avrebbe raccolto dichiarazioni di personaggi gravitanti nell’area del cosiddetto «clan degli scissionisti» di Secondigliano, la cosca Amato-Pagano. E proprio due domeniche fa, l’11 luglio, la squadra mobile aveva arrestato Elio Amato, rispettivamente fratello e cognato dei boss Raffaele Amato e Cesare Pagano, quest’ultimo arrestato giovedì 8 luglio sempre dalla polizia.

È ipotizzabile che, nell’ambito di questa proficua attività investigativa, siano state raccolte «confidenze giudiziarie» da un collaboratore di giustizia o da un “informatore” che, con il marchio di «atto dovuto», sono state inviate alla procura della Repubblica. Ed è proprio il massimo vertice della magistratura inquirente a dare un barlume di chiarezza alla vicenda, il procuratore capo Giandomenico Lepore, che smentisce in maniera netta un’iscrizione nel registro degli indagati dell’ufficiale dei carabinieri: «È una cosa assurda, di questa iscrizione non ne so assolutamente nulla».

Secondo quanto riferito da altri organi d’informazione proprio a seguito di questa vicenda il colonnello Cagnazzo sarebbe stato trasferito a Foggia, ma con l’incarico di comandante del reparto operativo: una promozione, dunque. E Foggia, contrariamente al comune pensare, è una città per la quale un recente comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha disposto una massiccia «attenzione investigativa».

Dal canto suo il colonnello Cagnazzo non mostra preoccupazione: «Non sono neanche arrabbiato per queste accuse di connivenza con la camorra, tanto sono tranquillo: sono in vacanza con la mia famiglia – dice l’ufficiale dei carabinieri – La giustizia farà il suo corso, nel bene e nel male. Io, nella lotta contro la camorra, ho vinto. Il mio reparto ha vinto, la giustizia ha vinto. I risultati parlano e parleranno. In giro ci sono tanti millantatori». Il rapporto con Vittorio Pisani? «È un amico che stimo, una stima che non metto in discussione», risponde il tenente colonnello.

Nelle alte sfere del comando dell’Arma viene smentita una correlazione tra l’invio dell’informativa alla procura della repubblica di Napoli e il trasferimento dell’ufficiale che da otto anni – un tempo lungo per gli incarichi di comando dei carabinieri – guida il nucleo informativo di Castello di Cisterna: «Si tratta di normali avvicendamenti da tempo programmati».

IlMattino