Strage di Duisburg, dopo le lacrime le polemiche. Sotto accusa le autorità e gli organizzatori della Love Parade

Roma, 26 lug. E’ polemica in Germania due giorni dopo la strage di sabato a Duisburg durante la ‘Love Parade’. A finire nel mirino sono le autorità e l’organizzazione del festival che avrebbero sottostimato la partecipazione del giovani alla tradizionale kermesse di musica techno. Secondo quanto rileva il periodico Der Spiegel la festa techno aveva ottenuto l’autorizzazione a ospitare 250mila persone perché le misure di sicurezza anti-incendio e di risposta in caso di emergenza erano del tutto insufficienti. A Duisburg sono invece arrivati quasi un milione e mezzo di giovani e i sindacati di polizia alzano subito le difese sostenendo che da giorni lamentavano una mancanza di uomini e mezzi.

Per chiarire come siano andate realmente le cose, la Procura di Duisburg ha ufficialmente aperto un’inchiesta. “I magistrati di Duisburg stanno indagando per omicidio colposo”, ha detto il procuratore Rolf Haferkamp aggiungendo che l’inchiesta è contro ignoti.

Sotto shock l’intero Paese. Nel land del Nord Reno-Vestfalia, dove si trova Duisburg, bandiere a mezz’asta sono esposte in tutti gli edifici pubblici. A ordinarlo, si legge in un comunicato, è stato il ministro dell’Interno regionale Ralf Jaeger. “In questo modo – afferma nel comunicato – esprimiamo il nostro profondo cordoglio che le famiglie e gli amici delle vittime”.

Sta intanto rientrando a Grugliasco, comune dell’hinterland torinese Irina Di Vincenzo la giovane amica di Giulia Minola, la 21enne morta negli incidenti. La ragazza nella notte è arrivata a Milano, dove proprio con l’amica divideva un appartamento perché insieme studiavano al Politecnico presso la facoltà di Design e dopo essere passata nella casa ora sta facendo ritorno nella villetta a schiera dove abita con la famiglia. Ad attendere il ritorno di Irina ci sono i famigliari, gli zii e i nonni.

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