Csm, l’elezione dei componenti laici potrebbe avvenire giovedì

Dopo l’ennesima fumata nera alla votazione del Parlamento in seduta comune per l’elezione dei componenti laici del Csm, la prima in cui almeno è stato raggiunto il numero legale, le trattative in corso tra gli schieramenti e dentro gli stessi potrebbero portare a sciogliere i nodi nelle prossime ore. Con fumata bianca nella votazione di giovedì. I presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, rispondendo all’appello rivolto dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, hanno infatti già convocato a oltranza il Parlamento per l’elezione degli otto rappresentanti di competenza parlamentare necessari a ricomporre il plenum del Consiglio che scadrà il 31 luglio. Oggi le indicazioni dei gruppi parlamentari erano di votare scheda bianca, in attesa appunto di trovare un’intesa sui nomi, cosa che al momento è ancora oggetto di trattative dentro i partiti, almeno Pd e Pdl. Di certo resta in campo la candidatura di Michele Vietti, Udc, il più accreditato come possibile futuro vicepresidente del Csm. A sostenerlo esplicitamente ora c’è anche il Pd che, dopo una riunione degli uffici di presidenza dei gruppi parlamentari, sembra aver rinunciato a indicare un nome per quel ruolo prendendo atto che un nome espresso dal centrosinistra avrebbe avuto meno chance di ottenere il consenso necessario dei togati. I candidati che verranno espressi dai Democratici, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari nelle ultime ore, restano quelli di Guido Calvi e di Pasquale Stanzione e Glauco Giostra. In ogni caso giovedì mattina il Pd riunirà i gruppi parlamentari di Camera e Senato per comunicare ufficialmente i propri nomi. Dal Pdl invece per ora, fanno sapere gli stessi centristi, non è arrivato un vero e proprio via libera a Vietti ma solo qualche ‘segnale di fumo’, come lascia intendere l’ottimismo manifestato dal capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: “Mi auguro che sul Csm si arrivi a una conclusione positiva entro la fine di luglio e mi sto adoperando in questo senso”. Gasparri ha anche fatto capire che la candidatura di Annibale Marini alla vicepresidenza del Csm in quota centrodestra non è un ostacolo insormontabile per Vietti: “Apprezzo che non ci siano veti che vengano dal Parlamento – ha spiegato -, io ho posto una questione di principio e vedo ci sono state delle risposte”. Da più parti spiegano infatti che Marini potrebbe essere nella lista dei cinque nomi in quota Pdl anche se dovesse entrare come semplice consigliere. Ma nel centrodestra si discute ancora sugli altri quattro nomi, anche se la Lega da giorni ha dato la sua indicazione, che è quella di Mariella Ventura Sarno. Quella di domani è dunque attesa come un’altra fumata nera, più probabile dunque che sia risolutiva quella di giovedì, quando il quorum si abbasserà dai tre quinti degli aventi diritto ai tre quinti dei votanti.

Fonte: Apcom