Fiat: nasce “Newco”, la nuova società “Fabbrica Italia Pomigliano”

Segio Marchionne

TORINO – Un primo passo la Fiat lo ha fatto: la nuova societa’ Fabbrica Italia Pomigliano, considerata necessaria per garantire l’applicazione dell’accordo per la Panda, e’ stata iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino il 19 luglio. Il prossimo potrebbe essere la disdetta del contratto nazionale di lavoro con l’uscita da Federmeccanica, comunicazione attesa per giovedi’ dai sindacati convocati dall’azienda. Ma su quella che sarebbe una vera rivoluzione delle relazioni industriali del Paese va avanti il lavoro delle diplomazie di Confindustria, Fiat e sindacati. E’ una vigilia intensa quella del tavolo convocato a Torino dal ministro Maurizio Sacconi con azienda, organizzazioni sindacali ed enti locali per affrontare il nodo Mirafiori dopo la decisione di produrre in Serbia il nuovo monovolume. Presso la sede della Regione Piemonte ci saranno Sergio Marchionne, i leader dei sindacati confederali e metalmeccanici, il governatore Roberto Cota e il sindaco Sergio Chiamparino. All’amministratore delegato del Lingotto sara’ chiesta la conferma del progetto Fabbrica Italia che prevede 20 miliardi di investimenti nel Paese nei prossimi cinque anni. ”La partita e’ piu’ che mai aperta e sono ottimista per la sua soluzione”, dice Sacconi che crede ”nella volonta’ degli attori e nella loro consapevolezza di quanto sia alta la posta in gioco”. Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, chiede per Mirafiori ”un’altra vettura che garantisca per quantita’ e qualita’ non solo la sopravvivenza dello stabilimento ma anche l’aumento dell’occupazione”. Fiducioso anche Cota che considera valido il piano del 21 aprile. La newco, che Marchionne presiedera’, e’ controllata al 100% da Fiat Partecipazioni, ha un capitale di 50.000 euro e ha, come oggetto sociale, ”l’attivita’ di produzione, assemblaggio e vendita di autoveicoli e loro parti. A tal fine puo’ costruire, acquistare, vendere, prendere e dare in affitto o in locazione finanziaria, trasformare e gestire stabilimenti, immobili e aziende”. La societa’ riassumera’, con un nuovo contratto, i 5.000 lavoratori di Pomigliano garantendo la gestione dell’intesa non firmata dalla Fiom. Ma se la newco sembra un fatto gia’ digerito almeno dalle organizzazioni sindacali che hanno firmato l’accordo con la Fiat, l’ipotesi di disdetta del contratto nazionale, che interesserebbe 25.000 lavoratori Fiat Auto, non va bene a nessuno. Lo stesso Sacconi invita l’azienda a non fare scelte unilaterali, mentre la Fim parla di ”operazione inutile e dannosa che metterebbe in discussione l’accordo su Pomigliano”. ”Se la Fiat pensa per attivare la newco di arrivare alla disdetta del contratto nazionale, questo sarebbe un atto senza precedenti nella storia delle relazioni industriali del Paese. Un fatto grave e inaccettabile”, sostiene il leader della Fiom, Maurizio Landini, per il quale ”la cosa piu’ saggia sarebbe riaprire una trattativa anche su Pomigliano”. Approva invece l’ex presidente di Federmeccanica Massimo Calearo che definisce Marchionne ”precursore dei nuovi rapporti industriali in Italia”.

Ansa