Narcotraffico in Messico, detenuti lasciati liberi di notte per compiere omicidi

Spunta un video a far luce sulle modalità strategiche di alcuni omicidi connessi al narcotraffico in Messico. Un agente del centro di riabilitazione Gómez Palacio, situato nello stato di Durango, nel nordest del Paese, ha dichiarato in un video che la direzione del carcere concedeva l’uscita dei detenuti per incursioni militari. I prigionieri venivano armati dalle stesse guardie carcerarie e fatti uscire dalle loro celle per commettere omicidi su commissione, almeno 35 in pochi mesi.

La direttrice del carcere, Margarita Rojas Rodriguez, e altri tre funzionari, sono agli arresti domiciliari. Gli investigatori sono potuti risalire ai detenuti-killer dopo aver trovato sulla scena del crimine i bossoli e le munizioni dei fucili in dotazione ai secondini della struttura carceraria. I prigionieri sarebbero coinvolti in almeno tre massacri avvenuti nella città di Torreon, capitale dello stato di Coahuila, al confine con il Texas. L’intreccio è stato poi confermato dal video on line.

Dal 2006 il Messico è stato teatro della morte di 25mila persone rimaste uccise in sparatorie e attentati legati al narcotraffico. Nel Paese è infatti in atto una resa dei conti tra bande criminali che ha costretto il governo a schierare i soldati nel nord della regione.