Surriscaldamento del pianeta, 200 milioni di ecomigranti entro il 2050

    Il surriscaldamento del pianeta potrebbe provocare un diminuzione dei raccolti in Messico e spingere milioni di abitanti a emigrare negli Stati Uniti. È l’allarme lanciato dai ricercatori dell’Università di Princeton, che mettono in evidenza il legame tra cambiamento climatico e immigrazione.

    Lo studio, pubblicato negli atti dell’Accademia nazionale delle Scienze, rivela che per ogni calo del 10 per cento nella produzione agricola, un numero pari al 2 per cento della popolazione messicana lascerà il Paese, unendosi ai 6,7 milioni di connazionali clandestini già presenti negli Stati Uniti. Entro il 2080 tra 1,4 e 6,7 milioni di messicani potrebbero varcare la frontiera.

    Secondo l’equipe guidata da Michael Oppenheimer, l’innalzamento della temperatura si tradurrà in un aumento delle inondazioni, delle siccità e degli uragani che distruggeranno i raccolti. Gli agricoltori saranno così costretti a trasferirsi.

    Tra i diversi scenari tracciati dai ricercatori, il peggiore è quello che prevede un aumento della temperatura tra 1 e 3 gradi entro il 2080. In questo caso, se le tecniche agricole non saranno migliorate e se i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera continueranno ad aumentare, in Messico la produzione subirà un calo tra il 39 e il 48 per cento e una porzione di popolazione variabile tra il 7,8 e il 9,6 per cento del totale non avrà altra scelta che emigrare.

    “È stato dimostrato che gli agricoltori tendono ad emigrare quando i raccolti iniziano ad andare male” ha detto Oppenheimer in un’intervista all’agenzia ‘Reuters’. Il professore, membro dell’Intergovernmental Panel on Climate Change -il gruppo consulente intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc)- ha quindi sottolineato la necessità di diminuire i gas serra.

    Il Messico è stato scelto come oggetto di studio perché è uno dei Paesi con il maggior numero di emigranti e sono stati individuati diversi gradi di variabilità climatica al suo interno. Ma non è l’unico che dovrà affrontare il problema dei cosiddetti ecomigranti. Diverse regioni del mondo, dall’Africa all’Australia, dall’Asia meridionale all’America Latina, saranno destabilizzate dai flussi migratori causati dai cambiamenti climatici.

    Lo Earth Institute della Columbia University ha identificato il decennio 2000-2009 come il più caldo mai registrato, mentre la temperatura è aumentata di 0,8 gradi rispetto ai trent’anni precedenti. Il mese scorso è stato il più caldo in assoluto.

    NTNN