Svizzera, divieto di innamorarsi in ufficio: storia d’amore tra colleghi sarà punita con licenziamento

LUGANO – Attrazione fatale proibita, tra colleghi, pena il licenziamento. Il gruppo Richemont, colosso mondiale del lusso, proprietario tra l’altro di marchi prestigiosi quali gli orologi e i gioielli Cartier, i prodotti Gucci e le penne Montblanc, ha diramato dalla sua sede di Ginevra un “codice di comportamento” per i propri ventimila collaboratori che osteggia, dichiaratamente, gli amori sul luogo di lavoro. “Soprattutto quando si tratta di gente che lavora fianco a fianco”, recita il regolamento, di cui è entrata in possesso la Radio Svizzera in lingua francese. I vertici di Richemont non replicano alle rivelazioni dell’emittente, secondo la quale i dipendenti del gruppo che, incuranti del regolamento, dovessero intrecciare un flirt “sono pregati di informare della love story i superiori, nonché l’ufficio del personale”. Spetterà, poi, all’azienda, si presume in base alla gravità della trasgressione, stabilire l’eventuale sanzione. Che può andare dalla separazione fisica dei due amanti, destinandoli ad esempio in uffici diversi, all’estrema misura del licenziamento.

Di fronte al codice di comportamento della Richemont, che rischia di trasformare il ragionier Fantozzi e la signorina Silvani, in altrettanti Romei e Giuliette, storce il naso il professor Jean-Philippe Dunand, docente di diritto del lavoro all’università di Neuchàtel: “Non ho letto il regolamento, ma in base a quello che sono riuscito a decifrare direi che è contrario al diritto del lavoro”. Un’azienda – continua il professor Dunand – non può mettere il becco nella vita affettiva dei propri dipendenti. È un comportamento contrario al principio della protezione dei dati”.

Uno dei motivi che hanno indotto il gruppo Richemont a introdurre il regolamenti risiede nella necessità di evitare, al massimo, fenomeni come quello delle molestie sessuali. “So per esperienza che se si vogliono evitare le molestie sessuali, come pure il mobbing, è necessario un preciso regolamento aziendale riferito a questi comportamenti, oltre a una lista di sanzioni precise, nei confronti dei trasgressori”, spiega il docente di diritto del lavoro.

Per l’esperto svizzero, un codice di comportamento come quello introdotto dal gruppo Richemont, è di difficile applicazione, sia nella Confederazione elvetica che nell’Unione Europea. “È una multinazionale, forse influenzata dalla mentalità americana. Da noi però, sempre per la questione della protezione dei dati personali, é difficile che riesca a far passare regole come queste”. Per intenderci, se diamo retta al docente di diritto del lavoro svizzero, è meglio tenerci il ragionier Fantozzi e la signorina Silvani e lasciare dove stanno Michael Douglas e Glen Glose, di “Attrazione Fatale”.

Anche se, in Germania, è entrata da poco in vigore una legge, “la più stupida che la Coalizione abbia approvato”, secondo il quotidiano berlinese BZ, che stabilisce nuovi diritti e doveri di datori di lavoro e dipendenti, proprio sul tema dell’amore in ufficio. Tornando alla Svizzera, secondo un recente studio del Ministero dell’Economia, un lavoratore su due è vittima di molestie sessuali. “In prevalenza – rivela lo studio – si tratta di donne, il più delle volte impiegate a tempo parziale, spesso entrate da poco nell’azienda”.

“Sovente – ha commentato Patricia Schulz, dell’ufficio parità uomo-donna, al portale Swissinfo – la vittima sente il bisogno di dimettersi, perché il clima è diventato insopportabile”. Ma, spiega sempre la Schulz, il prezzo delle molestie lo pagano anche le aziende, in quanto “la vittima è meno motivata a lavorare, la sua produttività diminuisce, l’assenteismo aumenta”. Fatto sta che, come ha rivelato, di recente, il settimanale femminile francese Cosmopolitan, “l’amore in ufficio, favorito dagli open-space, i grandi spazi dove lavoriamo tutti gomito a gomito, può essere quasi “mortale”, a causa delle situazioni che innesca: perdita d’autorità, di credibilità, gelosie e scenate varie”. Il più delle volte, inoltre, non c’entra l’amore ma si tratta soltanto di sesso. Eppure il 12% delle coppie sposate pare si siano conosciute sul luogo di lavoro. E, nonostante quello che possono pensare a Richemont, sembra che siano unioni che reggano.

Fonte: Repubblica