Come proteggersi dalla folla, per evitare un’altra strage del Love Parade di Duisburg

Anche una felice e pacifica folla può improvvisamente trasformarsi in un’arma mortale. Nell’ultima di una lunga storia di tragedie umane dovute alla pressione della folla, 20 persone sono morte durante il festival Love Parade di musica techno in Germania durante il fine settimana scorso. Perché questo accade e come ci si può proteggere?

Gli esseri umani sono l’animale più intelligente al mondo, ma in casi di grande caos e panico ragionano con un unico enorme cervello che non è molto differente da quello di una mandria di bovini. Una massa di persone in uno spazio chiuso può diventare una creatura pericolosa, incline al mortale autolesionismo.

Se qualcosa spaventa la folla, come un incendio nell’edificio, le persone iniziano una corsa verso le uscite e il più lontano possibile dalla minaccia percepita. Il movimento dovuto al panico è pericoloso in qualsiasi circostanza, e in uno spazio chiuso può rivelarsi letale. A volte basta la sola forza dei numeri, come troppi corpi in uno spazio limitato, anche se si muovono molto lentamente, a non farsi prendere dal panico, ma questo può essere sufficiente a schiacciare la gente a morte.

Ciò che peggiora la situazione è che tragedie come questa accadono sempre in posti in cui le persone si riuniscono per festeggiare: eventi sportivi, feste religiose, concerti di musica. E spesso la ressa non si verifica perché la gente cerca di scappare da una minaccia percepita, ma perché tutti cercano di arrivare verso qualcosa di desiderabile, come all’interno di uno stadio per vedere il proprio giocatore più da vicino.

La storia del calcio, più di ogni altro sport, è particolarmente segnata da questo tipo di disastro, come nella tragedia più nota avvenuta allo stadio Hillsborough a Sheffield, in Inghilterra, nel 1989, quando 96 persone rimasero uccise, o quella dell’Heysel, in Belgio, in cui furono 39 le vittime, di cui la maggior parte italiani

La concezione comune è che le persone siano calpestate a morte durante fughe precipitose. La gente si fa male, e talvolta rimane uccisa, anche per essere stata spinta contro oggetti duri o taglienti, ma la principale causa di morte in questi casi è l’asfissia compressiva, quando il torace viene compresso o schiacciato da forze esterne in modo da non potersi espandere, e non permette più alla persona di respirare.

In caso di catastrofi nella folla, accade che la gente si accalchi come una pila umana. Queste forze orizzontali e verticali possono essere equivalenti a centinaia di chilogrammi applicati sul corpo umano, talmente forti da riuscire a piegare le recinzioni in acciaio. Immaginate dunque la forza applicata sul torace.

Anche prima che l’asfissia si verifichi, l’ansia e il calore dei corpi circostanti e la mancanza di ossigeno possono causare debolezza e svenimenti. Se dunque vi doveste trovare in una situazione del genere, queste sono le regole per non rimanere intrappolati nella calca:

– Individuare le insegne delle uscita d’emergenza. Se non ce ne sono abbastanza o non sono segnalate, forse è il caso di evitare di entrare in quella confusione;

– Siate consapevoli di ciò che vi sta intorno.

– Creare quanto più spazio possibile intorno a voi. Ciò significa che, trovandosi altre persone su tutti e quattro i lati, spostarsi dalla parte opposta a dove viene la pressione maggiore, ma soprattutto evitare di venire spinti all’indietro.

Tenete bene a mente questi brevi consigli, sperando che non si ripeta un’altra Love Parade

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