Gabon, rivoluzione in agricoltura per cambiare l’economia del Paese

Una divisione del territorio in cinque zone agricole e la riorganizzazione del ministero in quattro direzioni, cioè agricoltura, allevamento, pesca e sviluppo rurale: sono i primi provvedimenti presi dal governo di Libreville per attuare la cosiddetta ‘rivoluzione verde’. Tra gli obiettivi dichiarati dall’esecutivo gabonese, riferisce il sito d’informazione ‘Gabonews’, il raggiungimento dell’autosufficienza e la sicurezza alimentare. In un programma televisivo, il capo del dicastero ristrutturato, Raymond Ndong Sima, ha illustrato la nuova mappatura agricola del Gabon con il riavvicinamento di provincie con caratteristiche ambientali simili, elencando le nuove cinque grandi regioni: l’Estuaire (quella della capitale, Libreville), il Moyen-Ogooué e Ogooué-Marittime (centro-ovest), Ngounié-Nyanga (sud), Woleu-Ntem e Ogooué-Ivindo (nord-est), Ogooué Lolo e Haut-Ogooué (centro-est). In tempi brevi il ministero competente stilerà l’inventario delle qualità e quantità prodotte in ogni regione per “sapere con precisione quello si produce in Gabon” ha detto Ndong Sima con l’idea di voltare pagina su decenni di culture di rendita. L’impegno rinnovato dello Stato ha come obiettivo l’introduzione di nuove tecniche agricole per aumentare la produttività, maggiori investimenti pubblici nel settore agricolo e un coinvolgimento accresciuto degli operatori economici. Oltre al contributo di partner stranieri come Brasile e Cina, Libreville che intende investire direttamente, ha già istituito un apposito ‘fondo di garanzia’ degli agricoltori e ideato una nuova politica fondiaria per scongiurare il rischio di conflitti per la terra con un accento posto anche alla formazione e professionalizzazione dei produttori.

“Si tratta di partire dallo stato attuale del paese, basato su culture alimentari, per passare a produzioni diversificate e più redditizie” secondo il primo ministro Paul Biyoghé Mba. Affinché questo passaggio avvenga, ha precisato il ministro dell’Agricoltura, è necessario puntare sui giovani, manodopera indispensabile che ha disertato le campagne in cerca di un lavoro in città, e di spingere le banche a concedere più facilmente finanziamenti destinati al settore agricolo. Il Gabon come altri paesi africani sta puntando a un rilancio delle proprie attività agricole per rispondere alla doppia esigenza di sicurezza alimentare e rispetto dell’ambiente. Oggi l’Africa sta già registrando il maggior tasso di crescita della produzione agricola al mondo anche se a ogni stagione si perde il 40% dei raccolti a causa delle tecniche obsolete di conservazione dei prodotti e solo il 4% delle terre irrigabili viene coltivato: un potenziale tutto da sfruttare secondo esperti internazionali che sottolineano come il continente abbia tutte le carte in regola per diventare domani il granaio dell’umanità a patto di superare gli attuali limiti strutturali.

Misna