Prostata, catturate le cellule che generano il cancro

    Catturate le sfuggenti “cellule madre” del cancro alla prostata, ovvero le cellule responsabili di questo tumore e dalle quali il cancro ha inizio. Ciò è stato possibile grazie ad un originale esperimento che ha portato anche alla creazione di un tumore umano partendo da cellule sane. Annunciata sulla rivista Science, la scoperta è importante perché queste staminali del cancro potrebbero divenire un risolutivo bersaglio terapeutico e portare all’individuazione di nuovi marcatori per migliorare la diagnosi e mettere a punto test predittivi della gravità della malattia nel singolo paziente. Le staminali colpevoli, trovate da un team della Università di Los Angeles, si chiamano “cellule basali“, ha spiegato Owen Witte, coordinatore dello studio. Si tratta di una scoperta importante, ha commentato il lavoro Ruggero De Maria, Dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, che fa un po’ di luce sulle cellule alla base di questo tumore maschile, davvero difficili da isolare in modo certo. Inoltre la procedura con cui è stato ottenuto questo risultato, ha aggiunto De Maria, con un lavoro semplice e pulito, consente anche di mettere a disposizione della comunità scientifica nuove cellule su cui studiare il tumore, non prese dai pazienti ma prodotte direttamente in provetta.

    Da quando si è compreso che alla base dei tumori c’é un manipolo di poche cellule staminali ‘impazzite’ che generano l’intera massa tumorale, è partita una caccia grossa a livello mondiale per l’isolamento delle staminali per ciascuna neoplasia. Il punto è che, trovandole, si possono colpire direttamente le staminali e quindi eradicare il cancro alla radice, risolvendo anche quei casi di tumore che sono farmaco-resistenti. Ma non è sempre facile isolare le staminali del cancro, come nel caso del tumore alla prostata, uno tra i più frequenti tumori maschili con circa 23 mila nuovi casi ogni anno in Italia. “Per la verità – ha precisato De Maria – sono stati pubblicati vari lavori sul conto delle staminali del cancro alla prostata, tra cui uno su Nature meno di un anno fa da Michael Shen della Columbia University, che però individuava come staminali del cancro un altro tipo di cellule “. I ricercatori hanno preso diverse popolazioni di cellule dalla prostata di volontari sani e poi hanno inserito in ciascuna gli ‘interruttori’ del cancro, ovvero gli oncogeni legati al tumore alla prostata. Infine hanno inoculato i differenti gruppi di cellule in vari topolini osservando che solo le staminali basali, modificate con i geni del cancro, hanno innescato un tumore nelle cavie, ma non le altre cellule. Si tratta di una buona procedura che “anche noi, insieme al gruppo di Giorgio Stassi dell’università di Palermo, stiamo utilizzando per studiare le staminali del cancro alla tiroide”, ha detto De Maria. Di buono c’é anche che producendo un tumore ex novo partendo da cellule umane sane, è come essere riusciti a “ricapitolare tutti i passaggi che conducono una cellula umana ad ammalarsi”, ha aggiunto. Infine grazie a queste ricerche si possono testare su queste cellule nuove terapie.

    Fonte: Ansa