Dal palco dell’Est Film Festival, Carlo Verdone: i giovani non hanno più riferimenti

Ieri sera Carlo Verdone è tornato sul palco di Piazzale Frigo di Montefiascone (Viterbo) nell’ambito di ‘Est Film Festival’ per partecipare ad un incontro-dialogo aperto con il pubblico.
Riccardo Rizzo e Glauco Almonte della Direzione artistica hanno raccontato il lavoro e la cinematografia di Carlo Verdone attraverso la proiezione di una serie di immagini selezionate da alcuni suoi film, in particolare il suo ultimo “Io, loro e Lara”.
“Lavorare per me significa andare a osservare le persone, quelle vere. Ho immagazzinato tante di quelle cose, perché a me fa piacere stare con la gente. Ci sono in giro dei fenomeni sociali che a volte ci sfuggono. Come quello degli “emo”  (ndr: inserito nel film “‘o, loro e Lara’) o come quelle due ragazze di Ostia (ndr: che sono state recentemente intervistate in spiaggia).
Queste storie bisogna andarsele a cercare perché sono dei fenomeni che poi dopo un po’ di tempo si esauriscono. Nel fare commedie bisogna essere molto intelligenti e saper dare delle sferzate al momento giusto per evitare di essere monotoni”.
Dal pubblico di Piazzale Frigo un ragazzo ha domandato a Carlo Verdone quale futuro augura ai giovani di oggi. Verdone ha risposto così: “mi auguro che i giovani un domani siano il motore per un cambiamento dal punto di vista etico di questa società. Ogni giorno ho l`impressione che abbiamo toccato il fondo ma non è così. Ci sarà un giorno in cui esploderà un`indignazione generale. Le persone comuni in questo paese non riescono a salire alla ribalta della cronaca e soffriamo in questo momento di una profonda mancanza di ideali. Viviamo in un Paese che si sta sgretolando e credo che ci sia bisogno di una rivoluzione dal punto di vista etico che possa attivare le nuove generazioni. Ma mi chiedo: chi glielo insegnerà ai ragazzi di oggi, se non ci sono più dei punti di riferimento? Mi ricordo che da piccolo, quando in televisione passava la notizia di un delitto di cronaca molto drammatico, rimanevo stupito, perché erano delle notizie che non passavano tutti i giorni, anche perché non accadevano con la frequenza con cui ci sono oggi. Adesso accendi la televisione e notizie di questo tipo passano di continuo e nessuno si indigna più di niente. Avevamo degli ideali prima. Oggi viviamo in un Paese assurdo, e non si tratta di definire quale sia la destra o la sinistra, perché non esistono più. Esistono solo persone buone o cattive. Però dobbiamo fare qualcosa. Io posso sollecitare i ragazzi a muoversi per fare qualcosa perché mi dà profondamente fastidio vedere che ci sono persone che sottraggono alla comunità per il bene personale. La politica non è più vissuta come una passione, un qualcosa di nobile. Diventa solo un’opportunità. Rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di dare il meglio di noi stessi, senza arrenderci”. 

Fonte Apcom