Csm: Michele Vietti (Udc) eletto alla vicepresidenza del Consiglio Superiore della Magistratura. L’Idv critica sulla nomina

Roma, 2 ago. Plauso bipartisan per l’elezione di Michele Vietti (Udc) alla vicepresidenza del Consiglio superiore della magistratura. Critica solo l’Italia dei valori, che per bocca di Luigi de Magistris menziona la vicenda delle cosiddette P3 e parla di “una pagina buia per la giustizia e la democrazia del Paese”. “Vietti è una scelta di alto profilo. Come Mancino è democristiano e farà bene come lui, perché in certi giorni dobbiamo ricordare con orgoglio che siamo sempre i migliori”, afferma il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. Il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano sottolinea che Vietti “assume l’incarico di vicepresidente del Csm in un momento particolarmente delicato e difficile nei rapporti fra magistratura e istituzioni. Ha le doti umane, professionali, di competenza e di specifica esperienza necessarie per operare bene e per permettere all’organo di autogoverno di fornire quelle risposte di efficienza e di trasparenza del corpo giudiziario che sono attese da tutti”. “Congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro” vengono indirizzati a Vietti dal vicepresidente del Senato Vannino Chiti (Pd). Il senatore del Pd Marco Follini, ex Udc, commenta: “Con la nomina di Vietti al CSM la politica perde uno dei suoi talenti migliori e l’organo di autogoverno della magistratura guadagna un vicepresidente di caratura. Ne sono felice e rattristato allo stesso tempo”. Arturo Iannaccone, segretario di Noi Sud, saluta l’elezione di Vietti come una “notizia positiva” che “speriamo possa contribuire ad acuire il perenne conflitto tra magistratura e politica grazie anche alla sua lunga esperienza maturata nell’ambito del settore giustizia”. Critico il dipietrista Luigi de Magistris. “Il Csm appena designato ha scritto, oggi, una pagina buia per la giustizia e la democrazia del Paese. Era necessario un segnale di forte discontinuità, vista la piena emergenza morale portata alla luce dall’inchiesta sulla P3, invece è stato inviato agli italiani un messaggio di continuità con quel collateralismo politico e quella correntocrazia che hanno caratterizzato la storia, anche recente, dell’organo di autogoverno dei magistrati”, afferma l’ex pm. “Con la designazione alla vicepresidenza di Vietti, il Csm dimostra di non aver voluto rispondere alla sfida etica a cui pure era chiamato dalla cronaca giudiziaria, scegliendo quindi di comportarsi nella modalità tipica di una pervicace casta. Vietti infatti porta la macchia indelebile di aver dato la paternità a leggi vergogna come la depenalizzazione del falso in bilancio o il legittimo impedimento, oltre ad essere persona dalla scarsissima cultura democratica, come dimostra la sua partecipazione all’affossamento della legge contro l’omofobia”.

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