Dl energia, Camera approva emendamento Pd/Idv, ora passa al Senato

Nel dl Energia discusso alla Camera è spuntato un rafforzamento del ruolo dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (Invitalia), alla quale potranno essere assegnate le ”funzioni di assistenza tecnica e accompagnamento” del Ministero dello Sviluppo Economico nell’attuazione ”dei programmi comunitari di propria competenza”. La Camera dei Deputati, impegnata nella conversione del Decreto legge 105/2010 in materia di energia, ha anche approvato l’emendamento presentato dal deputato Pd Paolo Fadda, che era inoltre teso a prorogare sino a tutto il 2011 i termini della gara internazionale per la realizzazione del progetto di gestione integrata della miniera di carbone del Sulcis, la realizzazione di una centrale elettrica ambientalmente avanzata e di un impianto per il sequestro e lo stoccaggio dell’anidride carbonica prodotta.
L’emendamento soppressivo dell’articolo 3 del dl energia che prevedeva la non applicazione di incompatibilità previste per la presidenza della Agenzia per la sicurezza nucleare, tornerà dunque al Senato. 

DICHIARAZIONI– “Abbiamo forzato la mano sulla proposta di proroga- dichiara Fadda -perché  le previsioni della legge 99/2009 sullo sviluppo del progetto carbone pulito sono rimaste lettera morta per oltre un anno, e sicuramente entro il 2010 la Regione Sardegna, totalmente inadempiente, non sarebbe riuscita a gestire la gara. Quel che appare paradossale e’ che il Governo, di fronte a queste difficoltà , non abbia ritenuto di intervenire e sia stata necessaria una iniziativa bipartisan del Parlamento, sia al Senato, sia alla Camera, per smuovere le acque su un progetto che e’ centrale per lo sviluppo energetico ed ambientale della Sardegna e dell’Italia”.
“Domani in Senato completeremo la conversione in legge del decreto energia nel testo che ci consegna il voto della Camera”, afferma Francesco Sanna che a Palazzo Madama aveva sollevato la questione.
“Quel che è successo dimostra che è urgente che il Paese, seconda economia industriale d’Europa, si liberi il più rapidamente possibile dell’interim di Berlusconi al Ministero dello Sviluppo Economico. La proroga della gara Carbosulcis era indispensabile ma non basta a garantire l’avanzamento del progetto. A settembre occorre riprendere i negoziati con l’Unione Europea (sul cui stato il Governo non ha risposto alle diverse interrogazioni presentate in Parlamento) ottenendo una approvazione formale del progetto carbone pulito, senza la quale nessun investitore si impegnera’ in questa difficile sfida industriale”, conclude Sanna.

Soddisfatto Ermete Realacci, firmatario dell’emendamento, che parla di “Una battaglia vinta. La soppressione dell’articolo 3 del decreto energia ripara una grave distorsione che avrebbe pesato in modo inaccettabile sul ruolo stesso dell’Agenzia per la sicurezza sul nucleare – afferma Realacci – Fermo restando il fatto che il nucleare è una scelta sbagliata e costosa per l’Italia, l’Agenzia deve poter garantire una trasparenza e un’indipendenza a tutela dei cittadini su una materia tanto delicata e importante. L’articolo 3 del decreto energia permetteva un obbrobrio impensabile in qualunque paese occidentale e cioè che gli incarichi del Presidente e dei membri dell’Agenzia fossero ricoperti anche da politici eletti o da dipendenti ministeriali. Per fortuna grazie al Parlamento e al Partito Democratico questo scempio è stato fermato”.

Fnte: Agi