Omofobia, Pesaro: un bacio tra due gay scatena una reazione violenta da parte di un gruppo di ragazzi

Ancona, 3 ago – «Quella checca mi ha toccato…». È stata la frase, pronunciata da una ragazza, che a Pesaro ha scatenato un pestaggio contro due gay che si erano appartati sul lungomare per scambiarsi effusioni. Ad avere la peggio è stato K.R., 21 anni, milanese, ferito a uno zigomo con il collo di una bottoglia rotta e tempestato di pugni in faccia e sulla testa, mentre il suo compagno, F.C., 31 anni, pesarese, era a terra dopo essere stato spintonato dai due amici della donna. «Un’esperienza traumatica che ci ha rovinato l’estate», dice all’Ansa F., «e adesso abbiamo paura di uscire la sera. Già è difficile accettare la propria omosessualità, cosa di cui sono fiero, ma questo…Comunque, abbiamo passato di peggio». L’episodio, su cui indagano i carabinieri, è stato denunciato da Arcigay Agorà, a cui le vittime si sono rivolte ottenendo tutela legale attraverso l’avv. Maria Gabriella Caliando, della Rete Lenford, che riunisce legali impegnati in casi di discriminazione sessuale. Le ipotesi di reato prospettate sono lesioni (in questo caso si procede d’ufficio perchè K. ha riportato lesioni guaribili in 20 giorni), e ingiuria. La querela sarà depositata in procura giovedì, quando Arcigay ha organizzato una conferenza stampa cui dovrebbe partecipare pure il presidente onorario Franco Grillini. L’aggressione segue una serie di episodi di «dichiarata omofobia», secondo l’associazione, dalla vicenda del coro Komos, «escluso dalla Curia con il beneplacito del Comune di Pesaro perchè formato da omosessuali dichiarati» al rigetto della mozione per introdurre il registro delle unioni di fatto a Pesaro, bocciata con il voto congiunto di Pd e opposizione di centrodestra. «Quello che colpisce è che a fronte di questo e altri episodi accaduti nelle Marche negli ultimi anni, la politica sia impegnata a negare e respingere ogni azione di solidarietà e di presa in carico del fenomeno», commenta Aurelio Mancuso, ex presidente di Arcigay. «A Pesaro e nelle Marche – aggiunge – esiste un enorme problema politico di cui il Pd nazionale si deve assumere tutta la responsabilità». Non è da meno, nel richimare le istituzioni, Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay: «Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle vittime di violenza omofoba a Pesaro e vorremmo che le istituzioni e l’opinione pubblica facessero altrettanto». Per l’on. pd Anna Paola Concia «le responsabilità istituzionali sono del centrodestra. La legge contro l’omofobia non viene affrontata ancora perchè il centrodestra, schiacciato dalle sue divisioni, non si è ancora espresso». Il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli, del Pd, chiamato in causa anche dal direttore del portale Gay.it per la bocciatira del regostro delle coppie di fatto, condanna «l’assoluta gravità dell’episodio» ed esprime solidarietà ai ragazzi. «Non vorrei però – aggiunge – che le polemiche sbagliassero bersaglio in quanto a Pesaro non c’è alcuna cultura di intolleranza verso gli omosessuali e siamo contrari a qualsiasi discriminazione di carattere sessuale. Pregherei anche di non insistere sulla bocciatura della mozione. Il nostro obiettivo era ed è quello di presentare una mozione più articolata, avanzata e condivisa sul tema del registro delle unioni di fatto». I due giovani gay si erano conosciuti in chat, e avevano deciso di trascorrere una vacanza insieme. Spiaggia, aperitivi, feste al mare e una serata al Macaco Beach, «dove ci siamo scambiati un bacio», racconta F. All’uscita «ci siamo appartati appoggiandoci a un capannino in spiaggia». È qui che è avvenuta l’aggressione, accompagnata da frasi ingiuriose come «Finocchio di m…!», e alla quale avrebbero assistito senza muovere un dito diversi testimoni. I presunti aggressori sono frequentatori del locale, «ragazzi anche loro, persone ‘della porta accantò, che forse avevano bevuto un bicchiere di troppo. Ma questo – ribadisce F. – non basta a giustificare quello che è successo. Perchè lo hanno fatto? Chissà, forse erano depressi».

Ansa