OGM, Conferenza stampa al Senato: La task force ‘Un’Italia libera da Ogm’ chiede la distruzione dei campi in Friuli Venezia Giulia

Oggi, durante una conferenza stampa al Senato, la task force per “Un’Italia libera da Ogm”, formata da 27 associazioni di agricoltori, consumatori e ambientalisti ha chiesto l’immediata distruzione dei campi ogm in Friuli Venezia Giulia e l’avvio delle indagini giudiziarie richieste dal caso.

I due campi di mais ogm, seminati nei comuni di Fanna e di Vivaro in provincia di Pordenone, sono infatti già in fase di impollinazione e, al momento, uno è sotto sequestro della magistratura di Pordenone, l’altro in fase di sequestro.
Inoltre, gli esponenti della coalizione riferiscono che il procuratore di Pordenenone si è dato un mese di tempo per decidere cosa fare.

La Coalizione ha quindi ribadito alle istituzioni l’esigenza di un ritorno alla normalità evitando che la maturazione del mais e la conseguente disseminazione di polline possa provocare una contaminazione che avrebbe un impatto devastante sull’ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli, e che non potrebbe essere limitata ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta.

Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, ha dichiarato: “Chiediamo con forza il ripristino immediato della legalità, anche attraverso le forze di polizia, di qui il coinvolgimento di Maroni inoltre, chiediamo l’avvio di un’indagine in quella zona perché abbiamo fondato sospetti che ci siano altri campi a mais ogm in Friuli. Faremo di tutto per costituirci parte civile e chiedere il risarcimento dei danni”.

Il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi ha sottolineato “Sono settimane che in Friuli c’è qualcuno che sta commettendo un reato e che rimane ad oggi impunito”.
“Quella di Pordenone – ha continuato Politi- è una sfida, una provocazione che vuole mettere a nudo le anomalie e i ritardi del nostro Paese. Le tempistiche italiane non hanno eguali in altri Paesi, dove non si sarebbe perso tutto questo tempo per punire i trasgressori di una legge. Non intervenire con tempestività nel rispetto della legge, costituisce un fatto grave e pericoloso”.

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