Politica

venerdì, settembre 17th, 2010

PD / Veltroni, 74 parlamentari hanno firmato il documento dell’ex segretario

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Walter Veltroni

PD - Sono 74 i parlamentari del Pd che hanno firmato i documento promosso da Walter Veltroni, Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni. Lo hanno annunciato Marco Minniti e Giorgio Tonini, presentando la versione definitiva del documento ai giornalisti a Montecitorio. I parlamentari del Pd sono complessivamente 319 (206 deputati e 113 senatori), di cui 146 avevano sostenuto Franceschini al congresso. Tra i firmatari, i cui nomi sono stati resi noti da Minniti e Tonini, ci sono gli uomini vicini a Veltroni (tra essi Mauro Agostini, Stefano Ceccanti, Luigi De Sena, Andrea Martella, Giovanna Melandri, Marco Minniti, Enrico Morando, Achille Passoni, Vinicio Peluffo, Salvatore Vassallo, Walter Verini, Walter Vitali, oltre a Minniti e Tonini). Tra i parlamentari vicini a Paolo Gentiloni, compaiono in calce al documento i nomi, tra gli altri, di Roberto Della Seta, Francesco Ferrante, Roberto Giachetti, Raffaele Ranucci, Andrea Sarubbi, Maria Leddi. Nutrito il gruppo degli ex popolari vicini a Giuseppe Fioroni: tra essi Gero Grassi, Benedetto Adragna, Mauro Ceruti, Lucio D’Ubaldo, Donatella Ferranti, Enrico Gasbarra, Tommaso Ginoble, Maria Paola Merloni, Luciana Pedoto, Simonetta Rubinato. Fioroni ha strappato a Franceschini alcuni popolari a lui vicini, come Daniele Bosone, Enrico Farinone, Paolo Giaretta, e Jean Leonard Touadì, che Franceschini aveva annunciato di volere come suo vice-segretario in caso di vittoria congressuale. Tra le presenza di personalità non schierate in precedenza con queste tre aree, ci sono Olga D’Antona, la teodem Emanuela Baio e l’ex D’Alemiano Nicola Rossi. Anche Pietro Ichino (al congresso con Ignazio Marino) e Magda Negri hanno aderito con una motivazione (“condividiamo l’analisi, le linee programmatiche e gli obiettivi del documento, pur sottolineando che è ancora del tutto aperta la questione della leadership capace di darvi attuazione).
Dalla versione definitiva del documento promosso da Walter Veltroni, Paolo Fioroni e Paolo Gentiloni è stato tolto il termine “Movimento”, sostituito dalla parola in l’iniziale minuscola, per far capire che i promotori non intendono creare “un qualcosa di alternativo al Pd“. Lo hanno annunciato Marco Minniti e Giorgio Tonini ai giornalisti. In segno distensivo verso il segretario Bersani è stata anche tolta la frase sul partito “che appare privo di bussola”. Minniti ha spiegato che “il documento è il frutto di varie elaborazioni”, e nella versione definitiva è stata “tolta l’espressione sull’assenza di una bussola nel partito”. “Comunque – ha proseguito ‘ex malo bonum’ (dal male nasce il bene ndr); è un documento che non si inchioda alle parole”. L’altro punto che aveva suscitato reazioni negative era l’annunciata intenzione di far nascere un “Movimento” che raccogliesse “le energie interne ed esterne” al Pd. Il termine rimane, ma è scritto in minuscolo. “Visto che qualcuno pensava a una realtà strutturata, alternativa al Pd – ha spiegato Tonini – abbiamo spazzato via ogni equivoco. Diciamo che il Pd deve tornare a fare movimento, una corrente calda, senza la quale è persa la partita”. Quella nata attorno al documento, chiarisce Minniti, “non è né una corrente né un area politica”. “usiamo questo termine – ha aggiunto – perché sosteniamo l’urgenza di un movimento di idee e proposte dentro il Pd”. E l’allusione al “fuori”?. “Deve essere l’ambizione di tutti i partiti saper parlare fuori da sé stessi”.
Il documento Veltroni-Fioroni-Gentiloni non affronta il tema del candidato alla premiership e non mette in discussione il segretario Pier Luigi Bersani. Lo hanno detto Marco Minniti e Giorgio Tonini presentando la versione definitiva del testo ai cronisti a Montecitorio. Della cosiddetta questione del “Papa straniero”, ha detto Tonini “non se ne parla nel documento. Ieri Veltroni ha solo risposto ad una domanda di una intervista” proponendo appunto un candidato esterno al Pd. “Il documento invece – ha sottolineato – parla di linea politica”. “Il nostro documento – ha aggiunto Minniti – non chiede un congresso né mette in discussione il segretario. Come ha detto ieri Veltroni per noi Bersani è la guida del partito”. Il documento promosso da Veltroni, FIoroni e Gentiloni “é sereno, costruttivo e unitario” e quindi destra “sorpresa” e “stupore” la reazione di Bersani e Franceschini. Lo ha detto Marco Minniti che ha presentato assieme a Giorgio Tonini la versione definitiva del testo. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto Minniti – è dentro il Pd, per rafforzarlo e fargli vincere la sfida alla destra e a Berlusconi. Ci sono proposte e una visione dell’Italia. Siamo sorpresi e stupiti dalle reazioni. Un grande partito, di fronte ad un documento politico reagisce confrontandosi. Stupisce che lo si consideri un regalo all’avversario: è un’accusa figlia di altre stagioni politiche”. “Capisco le tensioni iniziali – ha proseguito – ma ora bisogna tornare al dibattito e i firmatari chiedono di parlare del merito”. “Il documento parla di linea politica – ha sottolineato Tonini – e parte da un dato che preoccupa: nonostante la crisi del centrodestra il Pd è in calo, come testimoniano tutti i sondaggi. Dobbiamo domandarci il perché. Probabilmente non è sufficientemete chiara la proposta del Pd all’Italia. Siamo davanti al fallimento della destra sul versante delle riforme e del governo, ma chi si volge dalla nostra parte non riesce a vedere una capacità, una affidabilità di un progetto adeguato al Paese”. Tonini sottolinea che il documento “non butta la croce addosso a nessuno”, visto che esso parla di “responsabilità condivise”. COmunque l’obiettivo è “un Pd più forte, perché se ci infiliamo nel labirinto delle alleanze con un Pd debole ci perdiamo; mentre se esso è forte la questione si affronta più facilmente”.

Fonte: Ansa.it

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