CUCCHI / Udienza preliminare, Comune di Roma parte civile con la famiglia. Richiesta perizia. “Inaccettabile accusare agenti penitenziari soltanto per lesioni”, afferma la sorella del ragazzo deceduto

CUCCHI – Si è svolta oggi l’udienza preliminare sulla morte di Stefano Cucchi, il 31enne romano morto il 22 ottobre dello scorso anno all’ospedale Sandro Pertini sei giorni dopo essere stato arrestato.
Nel corso dell’udienza il gup Rosalba Liso ha deciso che la famiglia del giovane e il Comune di Roma sono parti civili nel processo. Il gup dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura nei confronti di 13 persone. I pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy hanno chiesto infatti il processo a carico di sei medici e tre infermieri del Pertini che hanno seguito Cucchi durante il ricovero, per tre agenti penitenziari e per il direttore dell’ufficio detenuti e del trattamento del provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria.
I reati di cui sono accusati vanno da lesioni a falso ideologico, abuso d’ufficio, abuso d’autorità, omissione di referto e abbandono di persona incapace.
Durante l’udienza preliminare di oggi l’avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, ha chiesto al gup di disporre una perizia per stabilire le cause della morte di Stefano e per dimostrare l’insufficienza del reato di lesioni contestato agli agenti penitenziari, che secondo il legale dovrebbero rispondere di omicidio preterintenzionale.
Il gup renderà noto il parere sulla perizia nel corso della prossima udienza fissata per il 19 ottobre prossimo. Il 26 ottobre, il 9 e il 30 novembre avranno luogo le altre udienze.
Così la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, al termine della seduta: “È inaccettabile che agli agenti penitenziari siano contestate soltanto le lesioni e che si insista a dire che non siano state la causa della morte di mio fratello. Io voglio la verità”.

Fonte: Dire