ELEZIONI REGIONALI / Lombardia, la denuncia dei radicali: “Firme false nella lista Formigoni”

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni

ELEZIONI REGIONALI – I radicali della Lombardia che alle ultime elezioni regionali avevano fatto ricorso contro la lista del presidente Roberto Formigoni, “Per la Lombardia”, in un primo tempo estromessa e poi riammessa dal Tar, hanno annunciato che presenteranno denuncia per falso nella raccolta di firme. I radicali hanno ottenuto copia dei moduli che hanno fatto visionare a un perito calligrafo secondo il quale almeno 350 firme sono false. “Nei moduli che abbiamo potuto vedere – ha spiegato Marco Cappato che alle elezioni regionali era candidato presidente per la Lista Bonino-Pannella – almeno 350 firme raccolte da Formigoni sono false, contrariamente a quello che aveva dichiarato. È un numero sufficiente sul piano della procedura a imporre che in Lombardia si possano fare elezioni legali”. Cappato ha quindi ricordato le intercettazioni telefoniche nell’ambito dell’inchiesta sulla cosidetta P3 e l’interessamento del presidente della Corte d’appello di Milano Alfonso Marra: “Siccome Formigoni si è rivolto a personaggi non proprio particolarmente credibili per ottenere un aiuto sulla questione delle liste, avendo mentito e accusato i radicali di aver manomesso i moduli, crediamo che si debba dimettere perchè non poteva non sapere di avere firme totalmente false in quanto apposte dalla stessa persona”.

La lista “Per la Lombardia” di Formigoni era stata esclusa il primo marzo scorso dall’Ufficio regionale presso la Corte d’appello di Milano che aveva accolto il ricorso della Lista Bonino-Pannella secondo la quale il numero di firme valide non era sufficiente. Il giorno dopo il centrodestra presentò un ricorso che non fu accolto per cui si rivolse al Tar presentando due ricorsi: uno personale di Roberto Formigoni e uno dalla lista. Due giorni dopo il Tribunale amministrativo accolse una richiesta di sospensiva che riammetteva di fatto la lista alle regionali, decisione confermata il 9 marzo dalla sentenza e nuovamente il 13 marzo dal Consiglio di Stato a cui si erano rivolti la Federazione della sinistra e la lista Bonino-Pannella. Per le liste escluse (in Lombardia e in Lazio) il governo aveva anche approvato un decreto legge al fine di poterle recuperare. I giudici del Tar della Lomabrdia avevano però deciso senza tenere conto del decreto ma accogliendo il ricorso del Pdl lombardo secondo il quale i radicali non avevano alcun diritto a ricorrere contro l’ammissione della lista di Formigoni. Secondo la giurisprudenza amministrativa, infatti, (e a questa i giudici della quarta sezione si sono appellati), hanno diritto a fare ricorso solo i soggetti esclusi. In questo caso, insomma, solo il Pdl lombardo avrebbe avuto il diritto di opporsi alla decisione della Corte d’appello che l’aveva escluso dalla competizione elettorale. Inoltre l’Ufficio centrale regionale che aveva, in un primo momento, ammesso la lista non aveva più alcun potere di intervento. “Oggi – ha spiegato Cappato – abbiamo i tabulati perchè abbiamo fatto ricorso come cittadini e non più come appartenenti alla Lista Bonino-Pannella”.
“E’ la solita iniziativa propagandistica dei radicali, ai quali non intendo fornire alcuna eco”. Così il presidente della Lombardia Roberto Formigoni ha replicato a Marco Cappato. “Facciano la querela che hanno minacciato e risponderemo in quella sede. Le loro affermazioni sono del tutto false, offensive e infondate. Gli elettori si sono pronunciati chiaramente, dando la vittoria a me e alla mia coalizione e nessuno riuscirà a rovesciare la loro volontà”.

Fonte: Corriere.it