EMMA RE / Cina, la cantante italiana agli Oscar tv locali

La cantante italiana Emma Re

EMMA RE – Amica di Pierre Cardin per il quale canta in occasione delle sfilate, amata dal pubblico francese e praticamente venerata in Cina  al punto di essere l’unica ospite internazionale agli Oscar della tv locale. Non è un’esagerazione definire Emma Re una star internazionale. C’è solo un “ma”: in Italia il successo sembra ancora lontano. “Non chiedermi perché – dice lei a Tgcom -. Spero prima o poi ci si accorga che la musica popolare può essere di qualità”.

Si dice “nemo profeta in patria” e nessuno più di Emma potrebbe confermarlo. Nata Torino e trapiantata a Roma per cercare di sfondare nel mondo della musica, Emma ha trovato il successo all’estero per uno strano scherzo del destino. Il punto di svolta arriva nel 2007 grazie al padre che, a Pechino per lavoro, durante una cena in un ristorante passa un cd di Emma per cambiare la musica di sottofondo. Nel locale c’è mister Wong, musicista e presidente della tv di Stato cinese, che rimane folgorato. Prima propone a Emma alcune esibizioni televisive, dopodiché arriva l’ingaggio per i giochi olimpici: durante le cerimonie d’apertura dell’anno olimpico la cantante torinese si esibisce davanti a 90mila persone entusiaste.

E’ solo l’inizio. Per lei viene persino fatta una deroga alla legislazione cinese che vieta a un artista straniero di far parte di una produzione di Stato. Il nuovo passo è “Battle Call”, la canzone sigla della fiction televisiva “The legend of Bruce Lee”. E per eseguire questa che viene invitata, unica ospite internazionale, alla cerimonia degli Oscar della tv cinese. “Lo spettacolo è stato incredibile – dice lei -, loro fanno ancora i grandi varietà che facevamo noi una volta. Il film tv sulla vita di Bruce Lee ha avuto un successo strepitoso quindi la canzone la conoscevano tutti. E’ stato davvero emozionante. Poi devo dire che sono molto affascinati da me, sia per come canto che per l’immagine: bionda e alta 1.75, sono un po’ lontana dai loro canoni…”.

Però anche a Parigi le cose sono andate piuttosto bene…
Quella per me è stata una conquista incredbile. Perché già è un pubblico molto difficile e poi il mio spettacolo è molto parlato e non avere la lingua come tramite è limitante. Avevo un po’ paura e invece i concerti che ho fatto finora sono andati benissimo, con tanto di standing ovation. E sottolineo che non era un pubblico di italiani in Francia, erano proprio francesi… Alla fine ingenuamente devo dire che la musica, se è bella, passa comunque. E’ banale dirlo ma è davvero un linguaggio universale.

Come ti spieghi allora che, con un simile successo all’estero, l’Italia debba ancora scoprirti?   
Mi hanno fatto questa domanda un sacco di volte e… posso solo dire che non me lo spiego. Io canto sin da quando ero bambina, ma quando ho deciso di provarci sul serio, verso il 2003, è stato difficile perché proprio allora il mercato discografico è entrato in crisi, in particolar modo in Italia dove tutto si è spostato in televisione. E poi è arrivata l’occasione dalla Cina, per pur caso.  

Recentemente sei stata alle sfilate parigine per Pierre Cardin. Come è nata la vostra amicizia?
Lui mi ha sentita e mi ha invitata a Parigi proprio come in una storia alla “My Fair Lady”. Ci siamo trovati attorno a un tavolo e quando ha scoperto che io avevo vissuto negli Stati Uniti gli è piaciuta questa cosa e da quel momento abbiamo parlato in inglese tutto il tempo, facendo i discorsi più pazzeschi. Lui è un personaggio unico, credo davvero sia l’ultimo mecenate vivente.

L’anno scorso hai pubblicato in Italia il tuo primo album. Come è andato?
Bene, perché chi lo ha ascoltato se ne è innamorato. Forse però avrebbero dovuto ascoltarlo più persone… Le poche cose che faccio in Italia sono tutte molto particolari, ricercate e un po’ speciali. Ci riserviamo di scegliere. Il problema è che da noi sembra non passare l’idea che la musica di qualità possa essere anche popolare. Spero qualcosa cambi perché ci terrei molto a essere apprezzata anche nel mio Paese.

Ci sono progetti per il futuro?
Sul fronte live ci sono alcuni appuntamenti in programma all’estero. A febbraio tornerò in Cina per un festival in occasione del capodanno cinese. Invece per l’Italia stiamo lavorando con molta attenzione a un progetto discografico. Ma per questo non posso far altro che incrociare le dita e sperare di parlartene presto…

Fonte. tgcom