FESTIVAL DI SANREMO / Gianni Morandi, stop del cantante alla trattativa Rai

FESTIVAL DI SANREMO – Stop di Gianni Morandi alla trattativa con Rai per il prossimo Festival di Sanremo. Uno stop annunciato da una nota che il direttore artistico Gianmarco Mazzi avrebbe inviato nel pomeriggio al Direttore di RaiUno Mauro Mazza.

“Caro Direttore, a malincuore sono costretto a comunicarTi che il progetto artistico per Sanremo 2011 a cui, come noto, stavo lavorando da maggio scorso, non è più realizzabile. Mi dispiace – si legge ancora nella lettera – perché ho creduto all’idea e lavorato all’intero progetto di spettacolo con impegno ed entusiasmo ma non è facile tenere artisti importanti (e manager) coordinati e motivati per un tempo così lungo”.

Si apprende inoltre che i contatti con Morandi risalirebbero ancora al mese di giugno; l’artista avrebbe manifestato la disponibilità ad impegnarsi sull’edizione 2011 di Sanremo (particolarmente insidiosa perché successiva a due edizioni trionfali), vincolandola all’autonomia di un progetto che prevederebbe al suo fianco le due regine dello star system italiano e internazionale Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez e, a fare da irriverente controcanto, la coppia “comica” Luca e Paolo prestata per l’occasione da “Le iene”.

Dopo la conduzione in solitario di Antonella Clerici, quindi si puntava a quella che viene definita una “scala reale”, dedicata al pubblico della musica, nata per portare luce, dinamismo e imprevedibilità sul palco dell’Ariston. La messa a punto del cast di conduzione e la scrittura del progetto di spettacolo (molte novità e un meccanismo artistico originale per la serata dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia) ha comportato per la direzione artistica un lavoro di oltre 4 mesi, con il fattivo coinvolgimento dei due più importanti manager artistici italiani, Lucio Presta già presente nelle tre ultime edizioni di maggior successo del Festival e Beppe Caschetto che, rappresentando Elisabetta Canalis e Luca e Paolo, ha mostrato sin dall’inizio di credere nella forza dell’idea. Al 5 ottobre, evidentemente – sostiene ora Mazzi nella lettera -, non esisterebbero più le condizioni per portare avanti il progetto.

Ansa