ECUADOR / Golpe fallito, Correa accusa l’opposizione e l’ex presidente Gutierrez

Il presidente dell'Ecuador Rafael Correa

ECUADOR – Il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha accusato vari esponenti del partito di opposizione ”Società patriottica” di aver partecipato al golpe tentato giovedì scorso da alcune centinaia di poliziotti con l’obiettivo di assassinarlo. L’accusa è stata mossa in una conferenza stampa, in cui Correa ha sottolineato che, ”in maniera singolare”, il segretario della ”Società patriottica”, l’ex colonnello ed ex capo di Stato Lucio Gutierrez, ”era all’estero” ed ha negato che gli Stati Uniti abbiano avuto dei legami con i ribelli. Intanto, per la fallita ribellione costata 10 morti e 274 feriti, la procura della repubblica ha disposto oltre 50 mandati di cattura, per lo più di ufficiali e sottufficiali della polizia. Tra questi c’è anche Fidel Araujo, un ex militare che fa parte della ‘Società patriottica’, già arrestato, e per l’ex avvocato di Gutierrez, Pablo Guerrero, che però ha fatto perdere le proprie tracce. Per entrambi esistono filmati della tv pubblica in cui appaiono mentre incitano gli insorti. ”Esiste un nocciolo duro di estrema destra sanguinaria, molto forte, privo di scrupoli, con chiari contatti politici e che non esita ad uccidere”, ha anche avvertito Correa nella conferenza stampa con corrispondenti esteri. A Washington, invece, il segretario dell’Organizzazione degli stati americani (Osa), Josè Miguel Insulza, nel presentare il suo rapporto su quanto è accaduto in Ecuador, ha ribadito che si è trattato di un tentativo di golpe e non ha escluso che, in America Latina, ”ne possano accadere altri”. Insulza ha anche sostenuto che chi sarà riconosciuto colpevole della ribellione ”dovrà essere punito”.

Fonte: Ansa