FRANCIA / Bernard Kouchner, il ministro degli Esteri è sempre più prossimo all’uscita dal governo

Il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner

FRANCIA –  E’ ormai sempre più prossimo all’uscita dal governo il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, simbolo dell’ ‘ouverture’ a sinistra di Nicolas Sarkozy che dovrebbe lasciare il Quai d’Orsay in occasione del rimpasto governativo di novembre e che al presidente avrebbe già inviato una lettera di dimissioni lo scorso 25 agosto, proprio mentre in Francia imperversava la polemica su nomadi e Rom. Un addio amaro, quello di Kouchner, che ora si leva dalle scarpe i tanti sassolini accumulati in oltre tre anni di governo con Sarkozy, e che nella missiva – i cui contenuti sono stati rivelati oggi dal settimanale Le Nouvel Observateur – inviata al presidente arriva addirittura a dire di sentirsi ”umiliato” dai consiglieri del presidente. Il capo del Quai d’Orsay, 71 anni a novembre, anche lui ex socialista, qualche decennio fa ”french doctor” impegnatissimo nel salvataggio dei ”boat people” e in tutte le imprese umanitarie più disperate – ministro talvolta in imbarazzo con i giri di vite anti-immigrati del governo di destra di cui fa parte – nella missiva critica il giro di vite sulla sicurezza voluto dal governo e prende atto della fine dell’apertura a sinistra, lanciata da Sarkozy con il suo arrivo all’Eliseo nel 2007. Già una decina di giorni fa Kouchner aveva smentito le notizie di RTL, che parlavano di una lettera di dimissioni da lui inviata a Sarkozy ad agosto. Sempre secondo la radio, egli aveva anche confessato di essersi sentito scartato da alcuni importanti dossier, gestiti direttamente dall’Eliseo. Secondo il Nouvel Obs, nella missiva, Kouchner ringrazia il capo dello Stato per avergli proposto l’incarico di Difensore dei diritti, una funzione creata lo scorso giugno. Uomo di sinistra in un governo di destra, aveva già riconosciuto in passato delle difficoltà, in particolare, con in segretario generale dell’Eliseo Claude Gueant e con il consigliere diplomatico di Sarkozy, Jean-David Levitte, i due ‘sherpa’ del presidente che in questi ultimi anni hanno moltiplicato le missioni estere, limitando in questo modo l’azione del ministro. Oggi, il fondatore di ‘Medici senza frontiere’, sembra essere sempre più stanco delle sue condizioni di lavoro. ”Mi sono reso contro che l’umanitario è finito, che i nuovi rapporti di forza internazionali non lo permettono più”, dice al Nouvel Observateur. Ex-ministro in diversi governi socialisti, Kouchner non aveva mai ricoperto il massimo incarico al Quai d’Orsay, la poltrona dei suoi sogni. Accettando nel 2007 di diventare il ministro di Sarkozy, ha fatto infuriare la sinistra, che ha gridato al tradimento. Lui si vanta di aver riformato il ministero, con la creazione di nuove direzioni, un centro di crisi, e una nuova istituzione incaricata di migliorare l’azione culturale estera della Francia. Intanto, il deputato dell’Ump Claude Goasguen, non si risparmia di punzecchiare Kouchner, dicendo che un altro ex-socialista, il ministro dell’Immigrazione Eric Besson, si comporta molto meglio. ”Mi chiedo come Kouchner faccia a non sapere che nella Quinta Repubblica, è l’Eliseo che dirige gran parte della politica estera (…) Francamente, se lo scopre dopo cosi’ tanti anni, è ancora più inquietante”.

Fonte: Ansa