JUVENTUS / Aquilani, il centrocampista cambia i bianconeri, pronto il 4-3-3

JUVENTUS AQUILANI – TORINO, 6 ottobre – E se Alberto Aquilani cambiasse la Juventus? Può anche darsi. Nel senso che, dopo averne ap­prezzato il piedino magico sia contro il Cagliari che contro l’Inter, Del Ne­ri potrebbe anche deciderlo di utiliz­zarlo in pianta (più o meno) stabile in campionato. In Europa non si può, visto che l’ex giallorosso aveva già giocato vestendo la maglia del Liver­pool e le norme Uefa (un po’ ottuse, e dire il vero) vietano l’impiego di un giocatore nella stessa manifestazio­ne nel corso della stagione. Siccome però è la corsa al tricolore – o, me­glio: a un posto tra le prime quattro, che garantirà l’accesso alla prossima Champions – quella che interessa maggiormente il popolo bianconero, ecco che l’apporto del numero quat­tordici potrebbe risultare ancora più importante.

MODULI – Cambiare la Juve, allora. Il che potrebbe avvenire in due modi. Nel primo, attraverso il «semplice» impiego di Aquilani come centralenel 4-4-2 di ordinanza: probabilmen­te al posto di Marchisio, il romano fa­rebbe coppia con Melo e abbinerebbe la sua qualità alla quantità del brasi­liano. E’ già successo contro il Caglia­ri e la squadra ha tratto beneficio del­le sue geometrie e della sua capacità di variare il gioco: è ri­masto in campo 78′, la­sciando poi il posto tra gli applausi a Sissoko. L’altro modo grazie al quale Aquilani potreb­be appropriarsi della Juve garantendole più alternative e qualità porta dritti alla partita giocata domenica a Milano contro l’Inter, quando Del Neri ha decentra­to Marchisio confermando in mezzo al campo la coppia già schierata con­tro il Cagliari. Chi ci rimette in que­sto caso è Pepe, il quale contro i cam­pioni d’Europa non è stato nemmeno utilizzato in corso d’opera: la squadra è però apparsa ben disposta nell’ac­cogliere la novità. E’ comunque chia­roche la stessa è stata determinata dall’esigenza di limitare lo strapotere fisico e tecnico di Maicon: siccome però anche in fase propositiva la Ju­ventus non ha sentito poi troppo la mancanza della spinta di Pepe, ecco che la soluzione «Marchisio esterno» potrebbe venire ripro­posta in altre circostan­ze. Altra possibilità è il 4- 3- 3 vero, con Krasic avanzato e Amauri punta esterna. E in una stagione in cui Aquilani – eccezion fatta per la Coppa Italia – dovrà giocare ogni sette gior­ni e non ogni tre, si tratterebbe di un modo anche intelligente di alternare le forze in campo

Fonte: Corrieredellosport.it