SVEZIA / Fredrik Reinfeldt, premier svedese, ha presentato ieri pomeriggio al Parlamento la sua squadra di governo (che sarà di minoranza però)

SVEZIA – Sette nomi nuovi, un nuovo ministero e una sola sorpresa: Fredrik Reinfeldt, premier svedese, ha presentato ieri pomeriggio al Riksdag (il Parlamento) la sua squadra di governo. Un governo che sarà di minoranza, visto che Reinfeldt non è riuscito a concludere un accordo con i Verdi e non ha voluto cedere alla tentazione di stringere un patto con gli Sverigedemokraterna, il partito xenofobo di Jimmie Åkenson, che in Parlamento ha 20 deputati. I nomi nuovi che entrano a far parte dell’esecutivo sono quelli di Catherina Elmsäter-Svärd (Moderaterna), Stefan Attefall (Kristdemokraterna), Erik Ullenhag (Folkepartiet), Peter Norman, Hillevi Engström (Moderaterna), Anna-Karin Hatt (Centerpartiet) e Ulf Kristersson (Moderaterna). Il nuovo dicastero, invece, è il Landsbygdsdeparementet (in sostanza “il ministero degli affari rurali”) che sostituirà il ministero dell’Agricoltura. A guidarlo sarà Eskil Erlandsson. La sorpresa più grande del nuovo governo, come scrive l’Aftonbladet, è la nomina di Peter Norman al ministero dei servizi finanziari. Norman, 52 anni, non è un politico di professione: ha un passato da dirigente dell’Ap-Fonden (i fondi pensione) e della Riksbank. Reinfeldt ha spiegato che Norman è un profondo conoscitore dei mercati finanziari, perciò la sua esperienza risulterà decisiva in questa fase di crisi globale. Quanto ai nomi grossi del precendente governo Reinfeldt, nessuno di loro è stato spostato: si tratta del ministro delle Finanze Anders Borg, del ministro degli Esteri Carl Bildt e del ministro della Giustizia Beatrice Ask. Tutti e tre fanno parte dei Moderaterna e tutti e tre sono stati confermati. Considerando anche Peter Norman, i Moderaterna si aggiudicano 12 ministeri; 4 al Centerpartiet e al Folkepartiet; 3 ai Kristdemokraterna. Prima di annunciare l’elenco dei ministri, il premier Fredrik Reinfeldt di fronte al Parlamento ha affrontato molte questioni. Sugli stranieri, Reinfeldt ha sottolineato che l’approccio aperto della Svezia di fronte all’immigrazione ha prodotto benefici per il paese (difficile non leggere in queste parole un chiaro riferimento alla politica xenofoba del partito di Jimmie Åkenson). Sul lavoro ha annunciato nuove misure per combattere la disoccupazione. Reinfeldt ha promesso anche più fondi alla ricerca. Quanto agli equilibri parlamentari, Reinfeldt non ha nascosto le difficoltà del suo governo e ha riconosciuto la necessità in futuro di ricercare l’appoggio principalmente dei Verdi.  I Verdi erano probabilmente già entrati attivamente nelle decisioni del governo lunedì scorso, quando Per Westerberg era stato riconfermato speaker del Parlamento. Westerberg aveva infatti totalizzato 194 voti contro i 153 di Kent Härstedt. Proprio il risultato di 194-153 “mostra che un membro dell’opposizione rosso-verde deve avere votato per Westerberg”, come ha scritto Sofia Ström su Svenska Dagbladet. Ma Reinfeldt nel suo discorso al Riksdag si è rivolto anche ai Socialdemocratici, soprattutto per quanto riguarda la riforma pensionistica e l’innalzamento dell’età lavorativa. Anche sulle questioni di politica estera (Kosovo, Afghanistan) Reinfeldt ha parlato della necessità di trovare ampie convergenze in aula.

 Antonio Scafati