ENRICO RUGGERI / La Ruota, il cantante apre la stagione del Teatro Manzoni

Il cantante Enrico Ruggeri

ENRICO RUGGERI – Parte con i tre concerti fuori abbonamento di Enrico Ruggeri, che chiude il suo tour “La Ruota”, la stagione 2010-11 del Teatro Manzoni di Milano. Anche in questa stagione il teatro milanese offre un cartellone che affianca al divertimento momenti di riflessione. “Abbiamo fatto delle scelte molto oculate cercando la qualità – dice il direttore Raffaele Zenoni – e finora il pubblico sembra premiare la nostra linea”.  

Un ventaglio variopinto composto di tante belle e curiose proposte, oculatamente scelte. Testi classici e, così deve essere,  titoli e “novità” di genere diverso. Commedie famose, altre da scoprire. Con una galleria di interpreti, volti femminili e visi maschili, nonché registi,  tutti molto conosciuti e tutti molto apprezzati. Un risultato questo figlio di un duro lavoro. “Mettere in piedi un cartellone adatto allo stile del Teatro Manzoni – spiega Zenoni – è sempre più difficile”.

Quali sono le difficoltà maggiori che avete dovuto affrontare?
Noi siamo un teatro di ospitalità, quindi non produciamo in proprio gli spettacoli ma andiamo in giro a cercare le piece da mettere in cartellone. Le nostre caratteristiche principali sono quelle di offrire un spettacoli che siano di qualità sia dal punto di vista degli attori che da quello di testi, allestimenti e regie. Un mix di professionalità sempre più difficile da trovare. Il mondo del teatro sta soffrendo molto per mancanza di fondi, idee e di linfe nuove. Si vive sempre un po’ sul consolidato e quindi è complicato. Siamo avvantaggiati perché la maggior parte delle compagnie che si muovono in Italia vogliono venire da noi quindi possiamo ancora scegliere.

Scorrendo il cartellone di quest’anno si trovano alcuni attori ormai di casa al Manzoni.
Non guardiamo all’appeal che può avere il nome di un artista magari estemporaneo ma puntiamo alle qualità espresse nel corso di una carriera. Penso a Vincenzo Salemme che è nato qui da noi. Ormai è considerato un autore importante del teatro italiano perché è uno che scrive a fa le regie.

C’è uno spettacolo che possiamo ritenere il fiore all’occhiello di questa stagione?
Senza far torto a nessuno, chiudere con i quattro atti unici di Eduardo De Filippo è per noi motivo d’orgoglio. Eduardo è considerato un classico del teatro internazionale abbiamo fortemente voluto questi quattro racconti molto divertenti, con Rocco Papaleo protagonista e la regia di Giancarlo Sepe. Senza dimenticare il ritorno di Isabella Ferrari con Ennio Fantastichini e un altro appuntamento d’eccezione come “La ciociara” diretta da Roberta Torre e con Donatella Finocchiaro.

Accanto a classici della prosa avete in cartellone anche testi inediti, ormai una rarità nel teatro di oggi…
Infatti, perché c’è una reale penuria di nuovi autori. Noi però cerchiamo di fare il possibile per trovarne. Per esempio lo spettacolo di Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti è scritto da un giovane che ha vinto il “Premio Flaiano” come miglior testo teatrale, Francesco Brandi, che dirige anche lo spettacolo. Loro cercavano un testo con due protagonisti maschili e questo li ha subito convinti.

I concerti di Ruggeri che aprono la stagione sono solo uno dei nutriti appuntamenti fuori abbonamento.
Quest’anno, d’accordo con le compagnie, abbiamo deciso che gli spettacoli restassero in scena tre settimane e non più quattro. Così si sono creati degli spazi che abbiamo riempito con appuntamenti d’eccezione. Oltre a Ruggeri che ormai è di casa da noi, abbiamo una serata eccezionale con il coro gospel di Soweto. Quindi per le feste dell’ultimo dell’anno Raffaele Paganini farà “Un americano a Parigi”, le operette “La vedova allegra” e “Il paese dei campanelli”. Infine abbiamo un altro fiore all’occhiello che è Sergio Rubini, che presenterà il suo spettacolo per due sere.

Fonte: tgcom