FRANCIA / Società cosmetici Schwarzkpof, condanna del tribunale per prodotto cancerogeno, di tinture per capelli, impiegato negli anni ‘80

FRANCIA – La giustizia francese bacchetta Schwarzkpof per un prodotto ritenuto cancerogeno. In particolare, il tribunale di Marsiglia ha condannato il gruppo specializzato nel settore della cosmetica per capelli, per una vicenda che però risale agli anni ’80.
Una condanna inedita, che getta un’ombra sulla sicurezza dei prodotti in questione, in particolare, le tinture per capelli. Colpita da un cancro alla vescica, la parrucchiera è riuscita a provare, dopo lunghi anni di procedura, un legame tra la sua malattia e i prodotti che utilizzava al lavoro.
Un esperto giudiziario che si è occupato a lungo del caso ha considerato che ”la patologia è senza alcun dubbio la conseguenza del prolungato utilizzo, nel corso degli anni, di tinture per capelli contententi prodotti conosciuti per essere cancerogeni”.
Un’altra expertise, questa volta non giudiziaria, commissionata dalla stessa Schwarzkopf, era giunta ad una conclusione opposta.
All’epoca dei fatti, negli anni ’80, l’utilizzo dei guanti non era ancora obbligatorio per manipolare questo genere di prodotti.
L’obbligo è scattato in seguito, negli anni ’90. La vicenda pone tuttavia la questione della pericolosita’ delle tinture. Interrogato da Figaro.fr, l’avvocato della parrucchiera, Gilbert Collard, si dice ”preoccupato per le persone che le utilizzano ancora oggi, anche se indossano i guanti”.
”Il prodotto è applicato sul cuoio capelluto, che non indossa guanti…almeno che io sappia”, prosegue l’avvocato. Schwarzkpof ha deciso di chiudere il dossier e di non presentare appello.
”E’ una procedura avviata oltre 18 anni fa e pensiamo che sia nell’interesse della persona coinvolta”, ha detto all’agenzia France presse uno dei portavoce del gruppo, aggiungendo: ”Ciò che dev’essere chiaro, è che i nostri coloranti sono sicuri, subiscono test draconiani prima di essere introdotti sul mercato, in conformità con le direttive europee”.

Fonte: Ansa