LODO ALFANO / Senato, seduta con aula deserta. Fini dà il sua via libera al ddl, Berlusconi rilancia processo breve

LODO ALFANO –  ”Il lodo costituzionale non è né lesivo della Costituzione, né’ degli interessi dei cittadini, né polemico verso i magistrati. Non ho nulla da obiettare”.
Il presidente della Camera Gianfranco Fini ufficializza così il suo via libera al Lodo Alfano ma Silvio Berlusconi, in un collegamento telefonico con la festa del Pdl a Busto Arsizio, rilancia il processo breve. Sui tempi del processo, afferma il premier, ”serve una riforma, dobbiamo assolutamente intervenire, cosi come dobbiamo farlo sulle intercettazioni”.
Ed è proprio sul processo breve che la maggioranza starebbe pensando di inserire una norma che potrebbe ridurre i tempi di prescrizione per gli incensurati.
Se tale ipotesi venisse confermata, si ragiona nell’opposizione, il caso Mills potrebbe considerarsi già concluso: dai 10 anni previsti per la corruzione in atti giudiziari, si arriverebbe a 7 anni e mezzo.
E il termine di prescrizione, nella vicenda Mills, comincia a decorrere, secondo la Cassazione, dall’ 11 novembre del 1999 (e non dal 29 febbraio 2000 come sostenuto fino al secondo grado di giudizio).
La strada ‘maestra’, però, assicurano nel Pdl, resta quella del lodo Alfano.
Un’eventuale ‘norma alternativa’ verrebbe usata ”solo nel caso in cui il ddl costituzionale non venisse approvato nei tempi e modi previsti”.
In commissione Affari Costituzionali del Senato, intanto, la seduta di oggi dedicata al Lodo è andata praticamente deserta: non un parlamentare di Lega e Pdl, a parte il presidente Carlo Vizzini, non un esponente del governo. Hanno preso parte ai lavori solo tre senatori dell’opposizione: Luigi Li Gotti (Idv), Luigi De Sena (Pd) e Marilena Adamo (Pd).
Quest’ultima, rifiutandosi di intervenire in un’aula ”semi-vuota” ha chiesto che la discussione generale sugli emendamenti continuasse anche la prossima settimana.
Ma per mercoledì Vizzini ha annunciato l’inizio del voto delle proposte di modifica (martedì sono previsti i rinnovi delle presidenze delle commissioni di Palazzo Madama).
E pertanto nulla al momento è dato per scontato.
Altro appuntamento importante sarà quello annunciato ieri da Berlusconi: il Consiglio dei Ministri che si terrà tra due settimane. Sarà quella l’occasione per presentare la riforma costituzionale alla quale sta lavorando da tempo il Guardasigilli Alfano, che prevede tra l’altro la separazione delle carriere dei magistrati e il doppio Csm.
E sarà quello un altro banco di prova per la tenuta dell”alleanza’ con Fli. ”E’ chiaro – risponde il finiano Silvano Moffa – che prima dovremo vedere come verrà’ scritto il provvedimento – ma è evidente che argomenti come la separazione delle carriere fanno parte del programma elettorale e pertanto non c’è ragione di opporci”.
Il problema, aggiunge, ”potrebbe crearsi se si tentassero forzature su provvedimenti come il processo breve. Ma sulle riforme costituzionali e sul Lodo, allo stato, non diremo no”.
In realtà i finiani avrebbero preferito prevedere il ‘beneficio’ del Lodo solo per il premier e non per il Capo dello Stato. ”Già perché non escludendo nel ddl la reiterabilità della sospensione – avverte Li Gotti – il premier prima si farà sospendere i processi e poi si candiderà al Colle reiterando la sospensione: una doppia legge ad personam”.
Dal Pdl però si conferma che sul punto non si faranno ulteriori passi indietro. Sono già stati tolti i ministri, spiega uno dei ‘tecnici’ del partito, ora basta.
Intanto i magistrati alzano la voce. Le ‘gravissime’ dichiarazioni del presidente del Consiglio, scrivono i consiglieri del Csm nella richiesta di apertura di pratica a tutela per il pm Fabio De Pasquale, ”minano la credibilità delle istituzioni e rischiano di delegittimare la magistratura tutta”.

Fonte: Anna Laura Bussa, Ansa