PEDOFILIA / Foggia, accordo per la prevenzione degli abusi sui minori tra la Chiesa e la polizia di Stato

PEDOFILIA – E’ il primo progetto di prevenzione contro la pedofilia e i maltrattamenti, che vede protagonisti, insieme, la chiesa e la polizia di Stato. Un protocollo d’intesa è stato firmato, oggi, tra questura di Foggia, arcidiocesi di Foggia-Bovino e sezione della polizia Postale di Foggia per l’adozione di interventi di prevenzione e contrasto alla pedofilia, alla pedo-pornografia on line, ai maltrattamenti, alle lesioni in danno dei minorenni, al bullismo e di informazione sui rischi di Internet. Il protocollo d’intesa è stato firmato dal questore, Maria Rosaria Maiorino, dall’arcivescovo, Francesco Pio Tamburrino, e dal dirigente della Polposta, Cristina Finizio. ”Gli uffici e gli enti firmatari – ha spiegato Maiorino, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia – collaboreranno organizzando corsi di aggiornamento per educatori per formarli a una corretta discriminazione dei segnali di disagio dei minori, al fine di riconoscere precocemente gli indicatori psicologici negli abusi all’infanzia, comprendere i pericoli della rete e permettere un continuo scambio di informazioni e valutazioni. Inoltre verranno organizzati incontri con i ragazzi per insegnar loro a evitare e a riconoscere situazioni di rischio e per formarli sulla consapevolezza e sul rispetto del proprio corpo”. Per l’arcivescovo, ”è quanto mai opportuno che la chiesa approfitti delle competenze della polizia e di altri organismi del territorio per arrivare a dare un contributo essenziale ai minori che hanno bisogno di formazione e di prevenzione, soprattutto nel settore della vita morale. E’ essenziale che la chiesa si apra alle opportunità che le vengono offerte da esperti per poter fornire informazioni oneste e per creare una sensibilità ai valori. Per aiutare i giovani a crescere bisogna che ci sia sinergia tra genitori, scuola e chiesa”. Cristina Finizio ha parlato della necessità di avere incontri per dare informazioni su casi concreti perché sia nei minori sia negli educatori, talvolta, non si avverte il disvalore di determinati comportamenti e quando ce ne accorgiamo è ormai tardi. Il nostro obiettivo è quello di fare prevenzione”.

Fonte: Ansa