AFGHANISTAN / Società di sicurezza, gli Usa subappaltano i lavori a società legate ai talebani

AFGHANISTAN – Molti dei soldi che gli Stati Uniti spendono per la sicurezza del contingente in Afghanistan finiscono nelle tasche di talebani o loro sostenitori attraverso i contractor internazionali che subappaltano i servizi di scorta e sorveglianza a ditte afgane, spesso controllate direttamente o indirettamente dai miliziani. È il quadro emerso da un rapporto della commissione del Senato Usa sui Servizi armati, presieduta dal democratico Carl Levin.

Troppa fiducia è stata riposta nelle agenzia di sicurezza private, ha detto Levin alla ‘Bbc’, e così la vita dei soldati statunitensi, e non solo, è esposta a rischi elevati e si compromettono gli sforzi fatti per la stabilizzazione dell’Afghanistan.

Il Senatore ha chiesto che i criteri di assegnazione dei subappalti siano rivisti. I contractor, a suo dire, sono stati superficiali sia nella scelta delle società afgane sia nel reclutamento di uomini. Nel Paese ci sono circa 26mila guardie private, in prevalenza afgane, e una su dieci lavora per gli Stati Uniti. I loro compiti vanno dalla sorveglianza di depositi al servizio di scorta ai camion di rifonimenti o alle missioni diplomatiche.

Il rappresentante di alcuni contractor, Doug Brooks, ha precisato che la selezione del personale è complicata in Afghanistan: “Se la scelta è tra un locale che ha legami con i miliziani o uno straniero che può diventare un target, allora c’è poca scelta. Il Congresso cerca di risparmiare denaro e questo compromette la qualità del servizio”.

La questione però era già stata sollevata a luglio scorso da un’inchiesta del Congresso, secondo cui i contractor davano decine di milioni di euro l’anno ai miliziani per la protezione dei convogli. Anche il generale David Petraeus, a capo del contingente Nato-Isaf, ha garantito nuove linee guida nell’assegnazione degli appalti e le Forze armate Usa hanno aperto un’indagine sulla questione.

Ad agosto il presidente afgano, Hamid Karzai, aveva dato quattro mesi di tempo alle società di sicurezza per lasciare il Paese. Vorrebbe integrare la guardie private nelle Forze armate, ma è una sfida complicata: l’esercito non paga quanto il settore privato e i signori della guerra hanno interessi a lasciare le cose così.

Fonte: NTNN