ALFANO A SAN PATRIGNANO / Droga, il cosumo di sostanze stupefacenti sono una vera emergenza nazionale

ALFANO A SAN PATRIGNANO – (RIMINI), 9 OTT «La droga è una vera emergenza nazionale». È allo stesso tempo un riconoscimento ed un impegno per una intensificazione delle attività di prevenzione, quello che è arrivato da Angelino Alfano. Il ministro della Giustizia ha partecipato, nella comunità di recupero di San Patrignano, al ‘We Free day’ la giornata di sensibilizzazione rivolta soprattutto agli studenti. Per combattere quello che secondo Andrea Muccioli, il figlio del fondatore Vincenzo che tiene le redini della comunità, è diventato il vero nemico di questa battaglia, ovvero il clima di indifferenza, quando non di tolleranza sociale, che circonda la droga in Italia e che coinvolge anche famiglie e istituzioni. Da San Patrignano è partito così il messaggio di abbattere il “muro”: per questo la comunità di recupero riminese ha scelto come immagine della giornata il simbolico crollo di un muro fatto da tanti mattoni che rappresentano le sostanze stupefacenti. A togliere un mattone, insieme ad Alfano, anche il sindaco di Milano Letizia Moratti, amica di vecchia data della comunità. Attorno, la dimostrazione di tante esperienze su come, attraverso l’arte, la musica e ogni forma di espressione, può arrivare un contributo alla lotta alla droga. E per dimostrare come questo mercato si alimenta, è stata riprodotta anche una raffineria di cocaina, come quelle che esistono in molte zone delle foreste colombiane. «Chi ama la vita rifiuta la droga» è stato il messaggio lanciato da Alfano, che ha però anche indicato la strada su come intraprendere la battaglia.«Il paese deve reagire come sistema – ha detto – Occorre una risposta che non può essere solo sanzionatoria o di tipo carcerario, ma deve essere rieducativa, deve ripartire dai valori e deve offrire dei presidi di assistenza capaci di reinserire in società e di fare del ragazzo che ha patito questo calvario un potenziale cittadino rinnovato nello spirito e nell’anima e nel suo rapporto con il resto della società». Un problema che, come ha messo in guardia Viviane Reding, commissario europeo per la Giustizia che ha aderito alla giornata con un videomessaggio, potrebbe essere acuito anche dalla crisi economica: perchè molte persone che ne subiscono gli effetti potrebbero cadere nella tossicodipendenza e perchè molti paesi, alle prese con conti sempre più difficili da far quadrare, potrebbero trovare nella prevenzione e nelle campagne di sensibilizzazione un terreno fertile per tagliare le spese. Andrea Muccioli ne ha approfittato per spronare duramente la politica e la società contro quello che considera il nuovo nemico, forse il più temibile, della battaglia che la sua famiglia sta conducendo da trent’anni: «si sta diffondendo un atteggiamento di tolleranza, di complicità e collusione di molti apparati sociali. Sta passando un concetto di droga come bene di consumo e per questo c’è un’attenuazione dell’allarme sociale, con molte persone che sono più impegnate a giustificare se stesse che non a riconoscere il problema. Il modello che proponiamo ai giovani – ha ammonito – è quello del benessere, della bellezza e della popolarità e la droga è spesso vista come il proverbiale aiutino».

Ansa