POVERTA’ / Roma, l’appello di un pensionato che vive sulle rive del Tevere: “Vi prego, trovatemi una casa”

POVERTA’ – Dal 1994 vive sulle sponde del Tevere, a Prati, nel cuore della Capitale. E’ romano, il signor Franco, e fin’ora ha resistito senza una casa. Ma ora i suoi 67 anni non gli permettono più di sopportare un altro inverno al freddo. Per questo lancia un allarme alle istituzioni, chiedendo che gli venga assegnato un alloggio.
Dopo avere lavorato per anni come custode in una sede Inail, Franco si è arrangiato come ha potuto, trovando ricovero in alcuni stabili abbandonati del dopolavoro dell’ente, circondati dalle baracche abusive, sul Lungotevere delle Armi, dietro ai campi da tennis dei circoli sportivi. Una storia di povertà alle spalle dei luoghi frequentati dalla Roma benestante. “Sono due anni che prendo 400 euro di pensione – spiega Franco, in un video di TV Reporter – Sono venuto qui perché prima mi sono arrangiato con dei lavoretti, guadagnavo poco e questo era l’unico posto che potessi permettermi”. E’ conosciuto persino dagli agenti che perlustrano la zona degli insediamenti abusivi, il signor Franco. Per lui il problema non è la mancanza di cibo. Sette o otto euro per aprire un bar in piazza Risorgimento, così Franco rimedia un panino. Poi si riposa e la giornata passa. Ma la stagione più rigida è alle porte. “Riesco sempre a racimolare un po’ di roba da mangiare – dice – Ma qui non ce la faccio più a stare. Sto diventando vecchio e non posso più fare questa vita in una baracca, chiedo un aiuto al municipio, il XVII. Qualcuno faccia qualcosa”.

Fonte: Repubblica.it