POVERTA’ / Gran Bretagna, il ministro avverte i poveri: “Non fate più figli”

POVERTA’ – Da che mondo è mondo, i poveri fanno figli. Sono la loro unica ricchezza, diceva un certo Karl Marx: un proletario è appunto chi non dispone di mezzi di produzione e può contare solo su se stesso e sulla sua prole, da offrire al mercato del lavoro in cambio di un salario. Sempre che il lavoro ci sia: perché se non c’è, o si emigra in cerca di uno stipendio, o si resta a casa. E se si vive in Gran Bretagna, nel 2010, può capitare di sentirsi rivolgere un invito esplicito: «Per favore, non fate più figli». L’invito proviene addirittura da un ministro. Ed è rivolto ai poveri: sono loro a doversi astenere dal procreare. Per i ricchi, invece, nessun problema: figli a volontà.

L’autore dell’invito – che in realtà è un avvertimento ultimativo – è il nuovo ministro britannico della Cultura, Jeremy Hunt: ha dichiarato che chi è disoccupato «non può permettersi di avere figli» o almeno «dovrebbe smettere di averne», perché non è giusto che lo Stato si preoccupi di sostenere le famiglie in difficoltà. Hunt è intervenuto così nel dibattito sui sussidi sociali familiari, che ora verranno limitati a chi guadagna meno di 44.000 sterline l’anno. «Non è dovere dello Stato – ha sottolineato Hunt – finanziare un crescente numero di bambini in famiglie dove nessuno lavora».

Molti conservatori danno ragione ad Hunt: secondo loro, non è giusto che i contribuenti si trovino a dover pagare per i figli di chi non ha lavoro. «Il progetto sui tagli – ricorda “PeaceReporter” – rientra nel piano di austerity del governo di David Cameron». Forte l’indignazione dell’opposizione: «Credo che si debbano aiutare tutte le famiglie di questo Paese e certamente non far loro una lezione nel modo in cui Jeremy Hunt ha fatto», dice il leader laburista Ed Miliband. «È profondamente sbagliato che i bambini debbano soffrire per le condizioni in cui si trovano i genitori», dichiara alla Bbc la deputata Kate Green. «È sbagliato dire che solo i ricchi e chi sta bene possa diventare genitore».

Attualmente, circa 7,7 milioni di famiglie britanniche ricevono assegni familiari, che costano all’erario 12 miliardi di sterline l’anno. Secondo il governo, i tagli riguarderanno un milione e duecentomila nuclei familiari. A parte la “lenzioncina” del ministro Hunt e i toni surriscaldati della polemica, il caso sembra tristemente illuminante: fornisce pessime notizie sullo stato di salute del celebrato welfare europeo, il prezioso ammortizzatore che ha permesso di assorbire le crisi limitando le tensioni sociali. Niente di buono, dunque, in vista della nuova stretta di Bruxelles sulle politiche di rigore finanziario per arginare il debito pubblico. L’Europa? Non è un paese per poveri, e lo sarà sempre di meno. Fino al punto, magari, di dover rinunciare ai figli: cioè al futuro.

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