SERBIA / Gay pride, scontri tra polizia e nazionalisti

SERBIA – Sono almeno 57, tra cui 46 piliziotti, i feriti nei violenti scontri tra polizia e nazionalisti a Belgrado durante un corteo anti gay pride. Una sede del Partito Democratico, la principale formazione politica della coalizione di governo, è stata data alle fiamme. Alcuni manifestanti sono riusciti anche ad entrare per qualche minuto nella sede del Parlamento.

Circa mille persone si erano radunate nella capitale serba per una marcia di protesta contro la manifestazione dell’orgoglio omosessuale. Gruppi anti-gay di tifosi dei calcio hanno cercato di forzare il cordone dei poliziotti a protezione del raduno degli attivisti gay, il primo dal 2001. Secondo la Bbc diverse persone sono finite in manette. Gli ultras hanno lanciato bombe molotov contro gli agenti, che hanno risposto con i lacrimogeni. I manifestanti avanzavano al grido “morte agli omosessuali”. Imponenti le misure di sicurezza: sono impegnati più di 5mila uomini tra poliziotti e gendarmi. Teatro degli scontri la centrale piazza Slavija.

I più facinorosi, circa 150 manifestanti, si sono dispersi dopo il lancio di lacrimogeni, per poi tornare all’azione nelle strade limitrofe, dove sono stati danneggiati due autobus e un veicolo della polizia è stato dato alle fiamme. Altri gruppi di esagitati hanno indiscriminatamente danneggiato vetrine e automobili.

Fonte: Agi