Verdi: una sanzione UE di circa 4 miliardi di euro alla Lombardia per inquinamento

VERDI: SANZIONE UE PER INQUINAMENTO VALLE PO – Potrebbe essere di 4 miliardi di euro la multa europea alla Lombardia per il superamento dei limiti di Pm10 dal 2005 a oggi. La stima è del capogruppo dei Verdi a palazzo Marino Enrico Fedrighini, sulla decisione della Commissione europea di deferire la Lombardia alla Corte di giustizia europea per il mancato rispetto delle norme Ue sulla qualità dell’aria. «Le informazioni a disposizione della Commissione – è la nota ufficiale di Bruxelles – indicano che dall’entrata in vigore della normativa nel 2005 i valori limite per il Pm10 non sono stati rispettati in diverse zone a Cipro, in Italia, Portogallo e Spagna. Per quanto tutti i quattro Stati membri abbiano chiesto la proroga, la Commissione ritiene che le condizioni per concederla non siano state rispettate per diverse zone non in regola e per questa ragione ricorre alla Corte di giustizia europea contro tali Stati membri».

Per l’Italia, in particolare, le valutazioni della Commissione riguardano diverse Regioni, tra le quali la Lombardia, avviate a partire dall’esposto presentato già nel 2005 da Fedrighini, allora come privato cittadino. Per alcune regioni, come il Piemonte e il Veneto, spiega Fedrighini sulla base delle comunicazioni ricevute da Bruxelles, gli interventi antismog decisi dalle amministrazioni locali sono stati ritenuti sufficienti dall’Europa per la concessione della proroga fino al giugno 2011, prima di procedere con la procedura sanzionatoria. Questo invece non è accaduto per la Lombardia, sotto la lente della Commissione per la situazione della Valle del Po: la richiesta di proroga presentata nel 2009 sulla base del piano di interventi anti inquinamento della Regione è stata respinta. «Ora per la Lombardia si è chiusa ogni possibilità di trattativa – spiega Fedrighini – almeno per quanto riguarda gli sforamenti dei limiti nel 2005. Scatterà la multa», che secondo le stime del consigliere verde, «sulla base dei parametri utilizzati per sanzioni analoghe», ammonterebbe per quell’anno a circa 800 milioni di euro. Se fosse confermata per gli anni successivi, si arriverebbe a una cifra di circa 4 miliardi di euro, «ma con il precedente del 2005 – rimarca Fedrighini – l’unico margine per la Regione è intervenire con misure efficaci e immediate».

Fedrighini aveva presentato denuncia alla Commissione nel 2005, dopo che un esposto nei confronti dell’allora sindaco Gabriele Albertini, per inadempienza sulla tutela della salute dei cittadini, era stato respinto dalla procura delle Repubblica presso il tribunale di Milano. La documentazione sulla situazione del Pm10 nella Valle del Po presentata alla Commissione europea, e poi aggiornata annualmente con i dati delle centraline Arpa, aveva invece spinto Bruxelles ad accogliere l’iniziativa di Fedrighini e ad avviare la procedura di accertamento nei confronti dell’Italia, così come per altri Paesi Europei. La Lombardia aveva presentato alla Ue già nel 2006 il proprio Piano di risanamento sull’inquinamento, giudicato insufficiente.

«Nel 2008 le nuove direttive europee hanno reso più flessibile l’intervento di Bruxelles – dice Fedrighini – che, preso atto della situazione in diversi Paesi, li sollecita ad agire concedendo proroghe sulle infrazioni a fronte di interventi efficaci. Così è accaduto ad esempio per Piemonte e Veneto, non per la Lombardia». Ora «la Corte entrerà nel merito di quello che la Commissione ha certificato. Per la Lombardia si attende una sanzione di 800 milioni per il 2005, che facilmente potrebbe essere confermata anche per gli anni successivi». Su 5 anni, si arriverebbe così a 4 miliardi di euro. «Con queste procedure l’unica speranza per la Lombardia – secondo il consigliere Verde – è di aprire un percorso d’urgenza con misure radicali contro il Pm10». Tra gli interventi proposti da Fedrighini, proprio uno di quelli, spiega, «che hanno consentito al Piemonte di ottenere la proroga: pedaggi differenziati sull’anello tangenziale per incentivare il trasporto merci durante le ore notturne, con tariffe ridotte per i mezzi pesanti che viaggiano dalle 21 alle 6 del mattino: in questo modo diminuiscono sensibilmente le code durante il giorno. Con questo provvedimento è stata calcolata una riduzione del Pm10 del 30%». Altra misura suggerita, la riduzione della velocità sulle strade durante i mesi invernali». Ecopass? «È evidente che per la Ue – dice – è una misura troppo limitata per incidere sulla situazione in tutta l’area in questione».

Fonte: Omnimilano