Creata un’edicola digitale per salvare la stampa scritta. Otto testate francesi contro Google

    EDICOLA DIGITALE CONTRO GOOGLE – Un’edicola digitale per salvare la stampa scritta: è l’idea di otto testate francesi, decise a lanciare una propria piattaforma per contrastare lo strapotere di Apple e Google sul mondo dell’informazione online. Sono cinque quotidiani (Les Echos, L’Equipe, Le Figaro, Libération, Le Parisien) e tre settimanali (Le Nouvel Observateur, Le Point, L’Express), i più conosciuti, ma forse anche quelli che soffrono di più la crisi della stampa. Tra loro manca Le Monde, invitato dai fondatori a raggiungere la struttura, ma in piena riflessione sul suo futuro dopo il passaggio nella mani di una nuova proprietà.

    L’obiettivo del nuovo e-Press Premium è quello di ridare alla stampa il controllo dei propri contenuti e della loro diffusione, di smarcarsi da Apple (che preleva il 30% sul fatturato delle applicazioni) e da Google (che assorbe quasi tutto il mercato pubblicitario approfittando dei contenuti giornalistici). La piattaforma, operativa forse dalla primavera, dovrebbe centralizzare l’offerta delle singole testate, consentire l’acquisto di un solo esemplare o di semplici articoli attraverso un sistema di micropagamento, la sottoscrizione di abbonamenti.

    Secondo Xavier Spender, amministratore delegato dell’Equipe e presidente del nuovo consorzio, “l’edicola deve offrire un margine di distribuzione ragionevole, compreso tra il 10 e il 15 per cento, contro il 30 per cento richiesto da Apple. Quando avremo dimostrato le capacità della nostra offerta, apriremo un negoziato con Apple, Google e Facebook affinché tornino ad essere i nostri partner di distribuzione nel quadro che avremo fissato”.

    Un obiettivo troppo ambizioso per molti osservatori e, naturalmente, per i sostenitori dell’informazione libera e gratuita. I quali sottolineano le contraddizioni degli editori: distribuire un’applicazione per l’iPad e poi voler fare concorrenza a quella stessa applicazione attraverso una piattaforma digitale, dicono, non ha molto senso. Altri puntano il dito contro i contenuti: solo chi produce inchieste, reportage e analisi veramente diversi e approfonditi potrà trovare acquirenti.

    Gli editori francesi, tuttavia, credono nel loro progetto: “Per noi è una questione di sopravvivenza”, dice Frédéric Filloux, amministratore delegato del consorzio. La stampa transalpina è infatti molto malata, soprattutto quella cosidetta nazionale, cioè parigina : le vendite sono ridotte all’osso, la pubblicità scarseggia, le riduzioni dei costi impoveriscono sempre di più l’offerta, quindi la diffusione. Al mattino, nel metrò parigino, vedere un viaggiatore con un giornale a pagamento è come cercare un ago nel pagliaio. E lo stesso discorso vale per i tre settimanali che si sono associati all’iniziativa.

    Resta da vedere se gli internauti saranno disposti a pagare. Le alternative gratuite restano infatti numerose e non si limitano alla free press: i siti di radio e tv, per esempio, sono di ottima qualità. L’edicola digitale, insomma, è una scommessa che si giocherà soprattutto sui contenuti.

    La repubblica