Lotito parla del buon momento della Lazio: “Siamo forti ma non pensiamo allo scudetto”

LOTITO NON PARLA DI SCUDETTO –  La Lazio vola ma non pensa allo scudetto. Il presidente biancoceleste Claudio Lotito non sogna il tricolore nonostante l’eccellente rendimento della sua squadra, seconda in classifica dopo 15 giornate a soli 3 punti dal Milan capolista. «Sicuramente sono soddisfatto per come i giocatori scendono in campo e per lo spirito che mostrano: determinato, volitivo e coeso. C’è grande consapevolezza dei propri mezzi», dice Lotito a ‘La politica nel pallonè su Gr Parlamento. «Lo scudetto? Queste parole non rientrano nel nostro linguaggio, dobbiamo vivere partita per partita. Se la squadra riuscirà a mantenere questa voglia, potrà dare grandi soddisfazioni ai suoi tifosi», dice prima di ‘fare murò quando si parla di eventuali premi scudetto. «No, questo è un modo sbagliato di approcciare la situazione. Nella Lazio vengono rispettati tutti i diritti dei calciatori, ma il rapporto si sviluppa in un’ottica di progettualità condivisa e non è legato solo a dettagli economici», spiega il numero 1 del club biancoceleste. La squadra riesce ad ottenere risultati importanti con avversari di livello, ma è prematuro in questa fase fare pronostici e valutazioni. Vedremo più avanti«, dice ancora Lotito. Domenica prossima, sciopero permettendo, la Lazio farà visita alla Juventus che attualmente è terza in classifica. »Ci confronteremo con una grande squadra e una grande società. Sarà una partita molto difficile. La Juve sarà un avversario molto temibile, a livello di società siamo legati da rapporti di reciproca considerazione«. Rispetto alla scorsa stagione, la Lazio ha alzato in maniera notevole il proprio rendimento. »C’è un gruppo che punta compatto al raggiungimento degli obiettivi. Tutti sono al servizio del collettivo«, dice ancora il numero uno del club. Nel ‘coro, spicca la voce di solisti brillanti. Sta facendo benissimo Hernanes, il centrocampista brasiliano arrivato in estate. »Quanto vale ora? L’aspetto economico è secondario. Noi -ripete- vogliamo dimostrare che possiamo arrivare a conseguire i nostri obiettivi con l’aiuto del pubblico, veramente il 12° uomo in campo come si è visto nella sfida di venerdì contro l’Inter«. Il rinnovo del contratto del tecnico Edy Reja sembra una formalità. »Reja ha tutta la mia stima professionale ed umana, c’è un rapporto trasparente improntato al dialogo. I contratti non sono altro che la formalizzazione delle volontà

Fonte: Akronos