Viola Valentino lancia il nuovo album “Alleati non ovvi”

VIOLA VALENTINO LANCIA IL NUOVO ALBUM “ALLEATI NON OVVI” – E’ stata un’icona degli anni 80, ma non le piace vivere di ricordi. A poco più di un anno dalla pubblicazione dell’Ep “I Tacchi di Giada“, Viola Valentino torna con un nuovo album: “Alleati non ovvi“. Un disco che parla d’amore ma con una forte impronta sociale, a partire da “Domani è un altro giorno” dedicata al tema dell’omofobia. “Questo è un album in minore con qualche spruzzata di gioia – dice Viola a Tgcom -. Come il duetto con Eleonora Magnifico”.

Il pezzo in questione è “La musica non c’è”, un brano molto divertente dai suoni che ricordano molto la disco degli anni 80. Eleonora Magnifico, un personaggio dalla personalità artistica poliedrica e prima cantautrice en travestì italiana, ha scritto questo pezzo evocando gli anni 70/80 con citazioni e atmosfere vintage e per l’occasione ha chiesto a Viola di ricantare in quel modo soffiato e sexy che aveva abbandonato.

Per il resto “Alleati non ovvi” è un lavoro dal tono quasi cantautorale, molto curato negli arrangiamenti e attento a temi scomodi nelle liriche. Il lavoro comprende oltre a sei brani nuovi di zecca anche l’Ep “I tacchi di Giada” e l’edizione digitale del libro di Daniela e Luigi Matta, romanzo omonimo ispirato alla canzone. Tutto questo a distanza di poco più di anno da quell’uscita, salutata da un buon riscontro di vendite e di critiche. “Mi sono affacciata con un ep timidamente – spiega Viola -, i dischi non si vendono. E invece ‘I tacchi di Giada’ è andato talmente bene che si è deciso di estenderlo. E devo dire che le prime critiche che ho ricevuto mi hanno fatto davvero piacere perché anche chi aveva l’ep se l’è ricomprato”.

Hai fatto in modo di mantenere un’unità tra i due lavori o sono in qualche modo indipendenti? 
No, intanto abbiamo mantenuto lo stesso di team di arrangiatori e musicisti. In questo modo abbiamo dato le stesse sonorità, cercando però di non annoiare. Andrea Gallo, che è l’autore di quasi tutto il lavoro conosce me e conosceva “I tacchi di Giada” in quanto vi aveva collaborato.

Di sicuro una linea rossa che li unisce è il trattare temi importanti…
Come al solito io ci voglio mettere un po’ di amore e un po’ di non amore. Per me la polverina magica è il sociale e quindi questa volta c’è “Domani è un altro giorno” che è molto significativo perché dice quello che deve dire con un’eleganza straordinaria. E poi c’è “Lungometraggio” che è un pezzo sulle discriminazioni che ha colpito subito, soprattutto il mio pubblico più giovane. Vedo che c’è un grande riscontro su Facebook. Cerco di spiegare come sia necessario essere più buoni e caritatevoli perché facciamo tutti parte di questo piccolo viaggio che è la vita. Sono insomma due brani che parlano di quelli che fanno fatica difendersi ce li ho messi pure stavolta.

Mentre sul versante dei brani d’amore?
Cene sono come sempre ma questo album è un po’ tutto in minore, non ci sono troppe cose allegre. “I coni di luce” per esempio è in realtà è un un viaggio che va verso la fine, verso un suicidio, un po’ alla Thelma e Louise. L’unico episodio a sé potrebbe essere il mio duetto con Eleonora Magnifico in “La musica non c’è”. Però anche lì, per quanto ci siano riferimenti agli anni 80 e agli Abba, il ritornello ha comunque una forte vena malinconica. Si racconta la vita.

Chi sono gli alleati non ovvi a cui ti riferisci nel titolo?
Ognuno può vederci quello che vuole, alleati gli uomini, le canzoni, i pregiudizi… ma di base quel titolo è l’anagramma del mio nome. Ci ho ragionato giorno e notte per trovare un anagramma che fosse significativo e questo è un po’ esemplificatore dell’impegno che ho profuso per realizzare questo lavoro. Non voglio sembrare presuntuosa e parlare di album cantautorale, ma comunque abbiamo tentato di realizzare il tutto nella maniera più curata e raffinata possibile.

C’è un brano, che “Lungometraggio” che è nato prima ancora di vedere la luce nell’album.
Sì. Questa canzone l’ho presentata al Pride di Napoli e Palermo quando ancora non era comprabile da nessuna parte, e questo dimostra che è nata in maniera sincere non come una ruffianata per vendere e andare in classifica. Era solo un omaggio a un universo che sento molto vicino da sempre.

Hai qualche progetto in vista per la promozione del disco?
Nella scatoletta magica, ovvero la televisione, ci credo molto, ma vedo anche che c’è molta dispersione, spesso la gente non sa nemmeno che un album è uscito. Una volta c’era un vero martellamento con il giro delle sette chiese, adesso invece le trasmissioni dove puoi andare sono due o tre e spesso sono più interessate al tuo passato che alle cose nuove. Poi ci sono occasioni importanti come Sanremo o anche certi talent dove arrivi solo in due casi: o sei spinta da qualcuno o su invito. E quindi è sempre più difficile. Ma io ci provo.

Fonte:tgcom