Santo Versace: “Mio fratello ucciso dalla mafia? Tutte falsità”

SANTO VERSACE INTERVISTATO DA “STRISCIA LA NOTIZIA” – Altro che ‘ndrangheta, chi accosta Gianni Versace alla malavita “è una persona indegna di esistere. Sono tutte falsità”. Lo dice Santo Versace, fratello dello stilista ucciso nel 1997 a Miami, in un’intervista a “Striscia la Notizia“. Versace replica alle parole del pentito della ‘ndrangheta (trasmesse da Striscia giovedì 2 dicembre), secondo il quale la famiglia Versace aveva stretti rapporti con la criminalità organizzata calabrese.

“Assolutamente tutto falso”, ribadisce Santo Versace. “Lo abbiamo sempre dimostrato in qualunque tribunale del mondo: sono una montagna di falsità, di invenzioni. Niente di tutto quello che viene riferito è vero. Ho visto e rivisto l’intervista, sono qui per me e per Gianni Versace. In questo momento io sono Gianni Versace, che non può parlare, non può raccontare la sua versione dei fatti e non può rispondere, quindi trovo vergognoso che si parli di una persona morta 15 anni fa, che non ha diritto di replica”.

Stando al pentito, Gianni Versace sarebbe stato assassinato per un problema di debiti con la ‘ndrangheta. Il fratello, Santo, spiega: “La Gianni Versace non ha mai nè riciclato denaro sporco, nè fatto traffico di droga. Questo lo sanno tutti, è evidente, e il mondo intero ci conosce”. “La Gianni Versace in quegli anni – ha proseguito – ha avuto degli utili incredibili per centinaia di miliardi ed ha pagato tasse per centinaia di miliardi, quindi è una falsità colossale che basta guardare le carte per capire”.

Per provare l’attendibilità delle dichiarazioni del pentito della ‘ndrangheta, lo scrittore Gianluigi Nuzzi, che ha raccolto le sue parole su Versace ha spiegato di averle confrontate e verificate con quelle di un altro collaboratore di giustizia.

E in proposito Versace precisa: “Uno di questi pentiti è già stato condannato per calunnia, quindi non è credibile, è chiaramente un calunniatore. L’altro pentito non ne ha mai parlato ed è evidente che se non ne ha parlato perché non aveva niente da dire, niente sapeva. Qualunque magistrato, quando ha davanti un pentito gli chiede esattamente: ‘ci dica tutto quello che sa’. Questo ha parlato per anni e non si è mai ricordato di Gianni Versace perché non aveva niente da dire su Gianni Versace”. E conclude: “Perché salta fuori adesso ‘sta storia su Gianni Versace? Chi èil regista che sta dietro queste affermazioni? E’ chiaro che noi adesso non parliamo di questo, ma i nostri legali hanno avuto un mandato pieno per citare chiunque dice falsità. Chiunque parla a vanvera e infama la Gianni Versace sara’ portato in tribunale e ne risponderà nei tribunali italiani e di tutto il mondo”.

Fonte:tgcom